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Dazi, Giorgetti: “Sospensione patto di stabilità come durante il Covid”. Tajani alla Lega: “Solo Ue tratta con Usa, sono le regole”

Il vicepremier agli alleati del Carroccio: “Prima di parlare bisogna conoscere le regole”. A Cernobbio Il ministro dell’Economia avverte: “Siamo di fronte a cambiamento storico che mostra crisi globalizzazione”.

Dazi, Giorgetti: “Sospensione patto di stabilità come durante il Covid”. Tajani alla Lega: “Solo Ue tratta con Usa, sono le regole”

Roma, 5 aprile 2025 – I dazi di Trump rubano la scena anche oggi a Cernobbio e gelano banchieri e imprenditori riuniti al Forum Ambrosetti di primavera. L'impatto delle politiche commerciali degli Stati Uniti è “monstre”, come dimostrano gli effetti sulle borse mondiali. "Siamo di fronte a un cambiamento di portata storica e politica che mette sotto tiro la globalizzazione che, dagli anni Novanta in poi, ha definito una fase che a mio giudizio è in crisi in modo evidente". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, intervenendo al Forum Ambrosetti, dove ha proposto di riattivare, come accaduto durante la pandemia, la sospensione del patto di stabilità per aiutare le imprese alla luce dell'impatto che i dazi Usa avranno sull'economia dei paesi europei, e considerato che nelle regole europee c'è la clausola di salvaguardia generale oltre a quelle nazionali.

Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia
Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia

Il ministro a Cernobbio: “Globalizzazione in crisi”

"Siamo di fronte a un cambiamento storico che mostra la crisi della globalizzazione. L'approccio pragmatico e razionale è quello che intendo adottare anche nella nuova fase che stiamo affrontando, perché il debito e i ridotti spazi di bilancio del nostro paese sono un dato di fatto, un vincolo in cui si deve tener conto in qualsiasi tipo di decisione – ha aggiunto Giorgetti, nel suo intervento –. Questo vincolo che ci arriva dall'enorme debito del passato non posso ignorarlo, non devo ignorarlo perché poi le decisioni che si assumono a livello europeo non sono banali".

Giorgetti: “Politica contro dazi dannosa”

Rivolto poi agli imprenditori, Giorgetti ha osservato: "L'Italia che per definizione è fatta da imprenditori assai svegli e reattivi dimostra una resilienza superiore alla media, questo si è già verificato in occasione della pandemia e il nostro l'auspicio è che si manifesterà anche in questa situazione. Siamo impegnati in una de-escalation con l'amministrazione Trump. Il messaggio è che non bisogna pigiare il bottone del panico. Le Borse agiscono in modo razionale e talvolta irrazionale, seguendo altri tipi di istinti. Come governo dobbiamo cercare di mantenere il sangue freddo e valutare gli impatti ed evitare di partire con una politica di controdazi che potrebbe essere semplicemente dannosa per tutti e per noi" ha concluso il ministro dell’Economia.

I due fronti Usa, global minimum tax e stablecoin

Ma non è tutto. Giorgetti avverte che rispetto alla nuova politica economica Usa "ci sarà anche un fronte fiscale: l'amministrazione Trump ha dichiarato pubblicamente quello che già diceva l'amministrazione Biden, ossia che sostanzialmente il primo pilastro della tassazione internazionale definita in sede Ocse, quello sulla global minimum tax, è definitivamente morto". La Casa Bianca intende "ridiscutere su diverse basi il sistema della tassazione delle imprese americane che lavorano negli altri Paesi”. Lo ribadisce Giorgetti in un momento in cui in ambito Ue (e nel corso dei lavori dell'evento a Cernobbio) si discute se utilizzare la tassazione sui servizi digitali statunitensi come leva negoziale e commerciale per rispondere ai dazi.

Il secondo fronte in arrivo, invece, si colloca in ambito valutario, spiega il ministro: le criptovalute, o meglio le stablecoin agganciate al valore del dollaro. Secondo Giorgetti se Washington irrobustisce la base legale di riferimento genererà "una situazione di attrattività di questi strumenti sul mercato americano" che dovrebbe preoccupare "quantomeno la Bce". A questo "grandissimo attivismo" Usa sul versante delle criptovalute si contrappone una "difficoltà a livello europeo di immaginare e mettere a terra il progetto dell'euro digitale”, conclude Giorgetti.

Tajani: “Con dazi difficile arrivare al 5% del Pil per la difesa”

Degli effetti dei dazi di Trump ha parlato anche il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani a margine del Consiglio nazionale di Forza Italia in corso al Palazzo dei Congressi all'Eur. ''Io mi occupo più che preoccuparmi. I dazi certamente sono un fatto negativo. Ma non drammatizzerei perché il danno che faranno questi dazi toccherà lo 0.3 del Pil europeo. Bisogna agire e non perdere la calma. Dobbiamo lavorare per tutelare le nostre imprese, il governo è impegnato, ci stiamo coordinando con la Ue''. Tajani ha anche parlato delle possibili ripercussioni per l’Italia: “Certamente se aumentano i dazi è difficile arrivare al 5% del Pil per la difesa, così come chiedono gli Stati Uniti. Noi arriveremo sicuramente al 2% che è l’impegno che abbiamo preso con la Nato, poi vedremo cosa si potrà fare. Certo se ci sono troppi dazi, non si può aumentare la spesa per la sicurezza" ha concluso Tajani. 

Vicepremier: “Solo Ue tratta con Usa, sono le regole”

In merito alle posizioni della Lega su una trattativa bilaterale tra Italia e Usa per i dazi, Tajani avverte: “Io non faccio polemica con nessuno. Dico che è competente la Commissione europea a trattare con gli Stati Uniti in materia commerciale, perché la competenza della Commissione europea è esclusiva, quindi, non tocca a noi trattare. Noi possiamo fare un altro tipo di trattativa. Un conto – rimarca il vicepremier e segretario FI –  è una trattativa per un piano di export ma la trattativa sui dazi, quindi, la trattativa normativa la fa soltanto la Commissione europea. Queste sono le norme e i trattati. Non lo le ho scritte io. Sono le regole, quindi quando si parla bisogna conoscere le regole e sapere qual è il diritto".