Arnaldo Liguori
Arnaldo Liguori
Editoriale e Commento

L’altra gioventù

Da una parte ci sono i maranza, dall’altra c’è Camilla Aurora Fanelli

Camilla Aurora Fanelli (a destra) con il padre e la sorella, per il progetto "Liberi di giocare" del carcere di Monza

Camilla Aurora Fanelli (a destra) con il padre e la sorella, per il progetto "Liberi di giocare" del carcere di Monza

Camilla Aurora Fanelli rappresenta quella gioventù che solitamente non fa notizia. Non la troverete su TikTok a esibirsi in balletti discutibili, né al centro di risse nei centri commerciali. Ogni sabato mattina, quando molti dei suoi coetanei smaltiscono le sbornie del venerdì sera, varca la soglia del carcere di Monza insieme al padre e alla sorella. Non per scontare una pena, bensì per allenare una squadra di pallavolo composta da una dozzina di detenuti. In una Milano dove i “maranza” infestano piazze e metropolitane con catenine luccicanti, pantaloni calati e qualche coltello, Fanelli porta sulle spalle un po’ di quella legalità che nelle strade sembra essere diventata merce rara. E così, nelle stesse ore in cui i piccoli boss della periferia milanese si improvvisano rapinatori violenti per un paio di scarpe, questa ragazza viene premiata dal presidente della Repubblica. Lei e la sua famiglia mostrano ai carcerati – e a quelli che si candidano a diventarlo – che esiste un’altra via, fatta di fatica, impegno e valore. E scusate se è poco.