DANIELE DE SALVO
DANIELE DE SALVO
Cronaca

Il progetto transfrontaliero “Safe at home“. Obiettivo le cure dei malati a domicilio

Prevenire è meglio che curare, e ricoverare, sia in Italia, che in Svizzera. È stato presentato nei giorni scorso...

Prevenire è meglio che curare, e ricoverare, sia in Italia, che in Svizzera. È stato presentato nei giorni scorso Safe at home, il nuovo progetto transfrontaliero per sperimentare e individuare modelli innovativi di servizi di cura a domicilio, in particolare nelle cosiddette aree discoste, cioè quelle più periferiche e meno accessibili, come le zone di montagna e i piccoli centri lontani dalle città. "Gli obiettivi sono – spiegano Raffaella Gaviano del Consorzio Consolida e Furio Bednaz di Fondazione Ecao Svizzera - l’integrazione socio-sanitaria, l’utilizzo della tecnologia e la capacità di rafforzare competenze nei professionisti e nei volontari". Lo scopo è cioè quello di assistere e curare il più possibile le persone più fragili a casa, individuando e prevenendo i rischi. È un progetto da 900mila euro, della durata di 30 mesi, a cui partecipano gli operatori di Consolida, la cooperativa dei medici di medicina generale Cosma, Ausel Leucum, la coop L’Arcobaleno sul fronte tricolore, Ecap Ticino Unia, Alvad e Opera Prima sul versante elvetico salute. "La salute è un fenomeno complesso – sono le parole di Marco Trivelli, direttore generale dell’Asst di Lecco -. Non siamo ancora così consapevoli che la salute è la sintesi di tante dimensioni, sociali e sanitarie. Questa concezione limitata di salute è alla base del fallimento di tante politiche e singole iniziative. Questo progetto invece lavora proprio su questo aspetto, insieme a quello della compartecipazione attiva del paziente alla sua cura". "Una visione condivisa e costruita con passione – aggiunge Manuele Manzoni, assessore al Welfare di Lecco -. È il risultato di un dialogo forte tra territorio, amministrazioni e realtà sociali, non rincorrendo solo finanziamenti".