
Soccorsi in azione nelle acque del Lago di Como
Mandello del Lario (Lecco), 5 aprile 2025 – Dramma nelle acque del lago di Como: due sub sono stati costretti a una riemersione rapida e uno di loro è poi morto in ospedale, dove era arrivato in gravi condizioni. Si chiamava Adriano Colombo, 64 anni di Albiate, provincia di Monza Brianza. L’incidente si è verificato nel primo pomeriggio di oggi, sabato 5 aprile 2025, nelle acque del lago di Como al Moregallo, località di Mandello del Lario, sula sponda lecchese del lago.

L’incidente
I due sommozzatori, di 63 anni l'uno, 64 l'altro, si trovavano in profondità al Moregallo appunto, una sorta di Mecca per i subacquei perché il fondale sprofonda rapidamente e perché costellato di rottami di auto da vedere. Uno dei due però ha accusato un problema: hanno ‘pallonato’ entrambi, cioè hanno dovuto compiere una manovra di riemersione rapida, senza rispettare le tappe di decompressione.
I soccorsi e la corsa in ospedale
Sono stati soccorsi entrambi dai vigili del fuoco del comando provinciale di Lecco e dai sanitari di Areu con i volontari del Soccorso bellanese e dei Volontari del soccorso si Calolziocorte. In posto pure i soccorritori dell'eliambulanza di Como. Le condizioni di Adriano Colombo erano subito parse estremamente critiche: era incosciente, è stato rianimato e trasferito d'urgenza in ospedale a Lecco dove, purtroppo, è morto poche ore dopo. Con ogni probabilità sarà disposta l’autopsia per stabilire le cause del decesso.
I precedenti
Il Moregallo è sicuramente un punto tanto affascinante quanto critico per le immersioni. Lo scorso anno, a marzo, in quello specchio d’acqua, si sono verificate due tragedie nell’arco di una settimana. Fabio Mancini, ingegnere di 62 anni di Cusago, era un sommozzatore esperto, pluribrevettato, meticoloso nel controllare e ricontrollare l’attrezzatura, che conosceva bene quella zona perché lì aveva affettato decine di immersioni. Si stava immergendo alle Macchine, il cimitero sommerso di rottami, ma a decine di metri di profondità si è sentito male e ha dovuto anch’egli pallonare. Quando è tornato a galla in superficie era già privo di sensi: i compagni lo hanno trascinato a riva e hanno allertato i soccorritori. I sanitari di Areu con i volontari della Croce rossa di Valmadrera lo hanno rianimato a lungo, poi lo hanno trasferito d’urgenza in ambulanza ospedale all’Alessandro Manzoni di Lecco, dove però è morto poco dopo il suo ricovero.
Pochi giorni prima la stessa sorte era toccata a Elvira Mangini, 65enne veterinaria milanese, deceduta per il medesimo motivo, dopo essersi immersa in quei fondali.
Sempre, al Moregallo, a gennaio 2023 era morto Claudio Muratori, sub di 58 anni di Cambiago, a novembre 2022 Marco Bordoni di Cinisello morì il giorno del suo 54esimo compleanno e solo qualche settimana prima la tragedia del 41enne di Tavernerio Fabio Livio. In un anno e mezzo sono quindi morti cinque sommozzatori in un fazzoletto di lago di poche migliaia di metri quadrati.
La zona a rischio
Per i sub esperti è solo questione di statistica, per tanti altri però i numeri dicono altro, perché al di sotto dei 40 metri non esiste brevetto ed è come la fascia della morte dell’Everest. Per questo alcuni sub propongono di installare a riva dei cartelli di pericolo e che ricordino le norme da rispettare.