DANIELE DE SALVO
DANIELE DE SALVO
Cronaca

Lecco, la peste fa strage di gamberi di fiume nel Bevera: rischio estinzione

Colle Brianza, i volontari del Wwf mandano una diffida formale all’amministrazione al fine di posizionare barriere che isolino gli esemplari sani da quelli malati

I gamberi di fiume morti nel Bevera: sono grandi quanto un portachiavi

Colle Brianza (Lecco), 29 ottobre 2023 – C'è ancora speranza per i sempre più rari gamberi di fiume del torrente Bevera, decimati da un'epidemia di peste. Per salvarli dall'estinzione occorre però fare in fretta. Non c'è più tempo da perdere per aspettare la burocrazia e le decisioni della politica. Per questo i volontari del Wwf di Lecco hanno inviato una diffida formale agli amministratori locali di Colle Brianza, affinché concedano le autorizzazioni necessarie per isolare i gamberi ancora sani da quelli irrimediabilmente malati.

Lecco, la peste fa strage di gamberi di fiume nel Bevera: rischio estinzione

La peste del gambero

L'allarme è scattato nelle scorse settimane. Nel torrente Bevera, a Colle Brianza, in Val Ghignolo e Valle della Taida, sono stati trovati centinaia di esemplari di gambieri di fiume morti. Gli esperti dell'Istituto zooprofilattico del Veneto hanno accertato che la moria è provocata dalla peste del gambero, provocata da un fungo che intacca il carapace dei crostacei, cioè la corazzo, fino a ucciderli in brevissiomo tempo. I gamberi di fiume del Bevera sono tra gli ultimi superstiti in Lombardia. Perderli significherebbe la loro estinzione in tutta la regione. Sarebbero inoltre pesantissime le ripercussioni su tutto il Bevera, perché i gamberi filtrano l'acqua. Costituiscono pure una biomassa importante, anzi essenziale.

La soluzione

Gli attivisti del Wwf insieme ad un ricercatore dell'Università degli Studi di Milano hanno una soluzione rapida ed economica. Basterebbe installare delle barriere in legno a monte, per separare i gamberi sani che ancora resistono, da quelli malati a valle destinati comunque a una veloce morte. In questo modo si bloccherebbe l'epidemia, consentendo poi agli esemplari ancora in salute di riprodursi e ripopolare il torrente. Un intervento simile è stato già sperimentato con successo in Svizzera. Gli ambientalisti si farebbero carico di tutti i costi, hanno anche avviato una apposita raccolta fondi. La soluzione è anche poco impattante dal punto di vista ambientale, perché le barriere in legno verrebbero poi rimosse.

La diffida

Nonostante la presentazione del progetto. ad oggi dal Comune di Colle Brianza non hanno ancora rilasciato le autorizzazioni necessarie, nonostante le raccomandazione da parte dei funzionari di Arpa, Agenzia regionale per la protezione ambientale. “Per questo abbiamo inviato una diffida a provvedere al Comune di Colle Brianza, nel tentativo di accelerarne la risposta – spiega Giovanna Corti, presidente del Wwf Lecco -. L’intervento a tutela dell’ambiente non è soltanto una scelta auspicabile, del resto, ma è un preciso dovere sancito dalla Costituzione: la protezione della fauna, infatti, è stata recentemente riconosciuta dalla riforma costituzionale tra i compiti dello Stato”.

La mobilitazione

Mentre gli amministratori locali a tutti i livelli faticano a muoversi, i cittadini si mobilitano. I volontari del Wwf stanno incassando sostegno da parte di molti. Prosegue anche la raccolta di fondi online. “Siamo grati e soddisfatti per la mobilitazione e la generosità che questa vicenda ha suscitato nella cittadinanza - dichiara ancora la presidente Giovanna Corti -. Abbiamo raccolto in un paio di giorni oltre 500 euro, finalizzati all’acquisto dei materiali necessari per realizzare la barriera di contenimento, nonché moltissime manifestazioni di sostegno. Questo ci conforta: nonostante la politica sia per lo più sorda al problema ambientale, i cittadini hanno dimostrato il contrario”.