DANIELE DE SALVO
DANIELE DE SALVO
Cronaca

Sospetti di ’ndrangheta: via dalla municipalizzata. Assolto ex responsabile

Il giudice per l’udienza preliminare, Mario Santoemma, ha assolto Beniamino Bianco, 59 anni di Oggiono, dall’accusa di concorso esterno in...

Beniamino Bianco ex responsabile commerciale della Silea è stato indagato perché sospettato di favorire il reclutamento di affiliati alla ‘ndrangheta nella società

Beniamino Bianco ex responsabile commerciale della Silea è stato indagato perché sospettato di favorire il reclutamento di affiliati alla ‘ndrangheta nella società

Il giudice per l’udienza preliminare, Mario Santoemma, ha assolto Beniamino Bianco, 59 anni di Oggiono, dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa perché il fatto non sussiste. L’ex responsabile commerciale di Silea, la municipalizzata dei rifiuti della provincia di Lecco, era indagato nell’ambito dell’inchiesta della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro, culminata con una serie di arresti nel settembre 2023. Era stato prima licenziato in seguito a un’informativa antimafia del prefetto dell’epoca per poi finire alla sbarra perché si riteneva che, approfittando del suo ruolo, avesse favorito il reclutamento di affiliati alla ‘ndrangheta nella società pubblica in cui lavorava. Per lui i pm avevano chiesto una condanna a 8 anni. Come altri ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato. "Alla luce delle prospettazioni difensive e della documentazione depositata, il giudice dell’udienza preliminare ha deciso di stralciare la posizione e di ritirarsi subito per la decisione, unica posizione per cui ciò è avvenuto – spiega l’avvocato Renato Papaleo di Lecco, suo legale di fiducia –. È stato assolto da ogni imputazione perché il fatto non sussiste".

La decisione segue quella del febbraio 2024 con cui i magistrati del Tribunale di Milano avevano integralmente rigettato la richiesta di applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per 3 anni, sulla base, sostanzialmente, degli stessi presunti indizi di colpevolezza contenuti nel capo di imputazione. "Anche in questo caso erano stati ritenuti del tutto irragionevoli e infondati le contestazioni e gli indizi di colpevolezza esposti, rigettando integralmente la richiesta", sottolinea l’avvocato. Ma già il gip del tribunale di Catanzaro aveva cassato la richiesta di misura coercitiva della custodia cautelare in carcere. Il suo avvocato denuncia che "nonostante ciò, il mio assistito è stato oggetto di una gogna mediatica di inaudita gravità". Daniele De Salvo