DANIELE DE SALVO
DANIELE DE SALVO
Cronaca

La maledizione del Moregallo, un altro sub muore in quel punto del lago di Como: la tragedia di Adriano Colombo

La vittima aveva 63 anni e viveva ad Albiate. L’emersione d’emergenza e l’allarme dell’amico: “Ha la schiuma alla bocca, non respira, non sento il suo battito”

Soccorritori impegnati in un tentativo di salvataggio al Moregallo

Soccorritori impegnati in un tentativo di salvataggio al Moregallo

Probabilmente ha accusato un malore o un problema tecnico mentre si trovava in profondità ed ha pallonato, cioè ha effettuato una risalita d’emergenza incontrollata, senza effettuare le soste di decompressione. “Ha la schiuma alla bocca, non respira, non sento il suo battito”, la chiamata, disperata, dell’amico, agli operatori del 112. L’allarme è scattato poco dopo le 13.

Al Moregallo sono subito arrivati in forze i soccorritori: i sanitari dell’automedica di Areu, i vigili del fuoco di Valmadrera, i Volontari del soccorso di Calolziocorte e del Soccorso bellanese, i soccorritori dell’eliambulanza di Como, con medico e infermiere di equipaggio a bordo. Adriano era in arresto cardiaco, praticamente già morto. I soccorritori lo hanno rianimato e hanno provato a stabilizzarlo, poi via di corsa in ambulanza a sirene spiegate e lampeggianti accesi per trasferirlo il più in fretta in ospedale, all’Alessandro Manzoni di Lecco, dove i medici di turno hanno proseguito le manovre salvavita. Adriano però non si è mai più ripreso.

In un anno e mezzo sono morti cinque sommozzatori in un fazzoletto di lago di poche migliaia di metri quadrati
Soccorsi in azione nelle acque del Lago di Como

La maledizione del Moregallo

“È giunto in Pronto soccorso in arresto cardiaco, poco dopo il suo ricovero ne è stato dichiarato il decesso”, la comunicazione giunta dall’ospedale qualche ora dopo. Il Moregallo è una sorta di mecca per i subacquei: il fondale si tuffa subito a picco a centinaia di metri di profondità e l’abisso è caratterizzato da carcasse di auto e rottami da raggiungere e esplorare. Lì si immergono sia sommozzatori esperti che principianti in addestramento, d’estate e d’inverno, perché in profondità la temperatura rimane sempre la stessa e la visibilità pure.

Numerosi purtroppo anche gli incidenti, che hanno trasformato il Moregallo in un cimitero sommerso. Tante le vittime, sei nel giro di una trentina di metri e in un fazzoletto di lago di poche centinaia di metri quadrati: solo l’anno scorso Fabio Mancini, 62enne di Cusago ed Elvira Mangini, ex veterinaria di 65 anni di Milano, morti ad una settimana l’uno dall’altro; prima ancora Claudio Muratori, sub di 58 anni di Cambiago; Marco Bordoni di Cinisello morto il giorno del suo 54esimo compleanno; Fabio Livio, 41enne di Tavernerio Fabio Livio.

Per i sub che lì si immergono è però soprattutto questioni di statistica, non di pericolosità, mentre per altri immergersi sotto i quaranta metri non è meno incosciente che giocare alla roulette. Per invitare alla prudenza, la scorsa estate sono stati installati anche alcuni cartelli per ricordare le norme di comportamento e magari contribuire a salvare qualche vita.