
Riccardo Brotto è stato morso da una vipera durante un'arrampicata in montagna: ha mantenuto il sangue freddo, chiamando i soccorsi, ed è stato curato all'ospedale di Como
Valmadrera, 2 aprile 2025 – “Ci vedevo doppio, nausea, vertigini, dolori ovunque. Non lo auguro a nessuno”. Ma alla fine è andata bene, perché è sopravvissuto e può raccontare quello che gli è successo: essere stato morso da una vipera. È toccato un paio di settimane fa a Riccardo Brotto, ventiseienne di Briosco, appassionato di montagna, ma anche di trekking e alpinismo.

Il morso
E proprio sul suo canale YouTube Riccardo ha pubblicato un video che mostra dove è stato morso, spiegando quanto accaduto dopo. Il giovane stava scalando la ferrata del Corno Rat a Valmadrera. Quando era a metà, subito dopo aver proteso una mano verso l’alto per cercare un appiglio e progredire nella scalata, ha avvertito una forte fitta all’avambraccio destro: a provocarla, una vipera. Nonostante il male e lo spavento, Riccardo è riuscito a mantenere la calma e lanciare l’allarme al 112: “Sono su una via ferrata”.

Soccorso e trattamento medico
Così è stato preso a bordo dell’aereo di emergenza sanitaria e portato al Sant’Anna. “Sono rimasto ricoverato tantissime ore – ricorda – perché per mia sfortuna una mezz’oretta dopo essere stato morso ho avuto tutti i sintomi dell’avvelenamento da morso di vipera”.
I sintomi
Vista doppia appunto, nausea, vertigini, dolore, la parte destra del corpo che non riusciva più a muovere. Nella sfortuna però Riccardo può ritenersi fortunato: a morderlo è stato un esemplare giovane oppure una vipera che si era appena svegliata da letargo, il cui morso quindi non era troppo potente né velenifero, altrimenti le conseguenze sarebbero state peggiori. “Sono stato curato veramente bene. Ho ancora un po’ di strascichi, ma la situazione è migliorata”.
Esperienza traumatica
Cosa avrebbe potuto fare Riccardo per evitare di essere morso? “Non lo so, credo nulla”, risponde il ventiseienne. Che si è spaventato molto, non tanto per la paura di morire quanto per l’incognita di come il suo fisico avrebbe potuto reagire. “Un’esperienza traumatica”, ammette. E aggiunge: “Se vedete una vipera, statele semplicemente lontano perché è molto difficile che aggredisca”.
