CHRISTIAN SORMANI
CHRISTIAN SORMANI
Cronaca

All’apice con Farmitalia, poi la débâcle israeliana

L’acquisizione del sito di Nerviano da parte del Gruppo Chiesi segna una rinascita per un polo dalla storia lunga...

Farmitalia è rimasta famosa per la scoperta del farmaco oncologico adriamicina Ma poi fu sconfitta dalla competizione globale

Farmitalia è rimasta famosa per la scoperta del farmaco oncologico adriamicina Ma poi fu sconfitta dalla competizione globale

L’acquisizione del sito di Nerviano da parte del Gruppo Chiesi segna una rinascita per un polo dalla storia lunga e complessa. Nato negli anni Cinquanta come parte di Farmitalia, ha raggiunto il proprio apice con la scoperta dell’adriamicina, un farmaco anti-tumorale sviluppato in collaborazione con l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che ha rivoluzionato la cura del cancro. Nel corso degli anni il sito ha subìto diverse trasformazioni, diventando Nerviano Medical Sciences (NMS) e mantenendo un forte focus sulla ricerca oncologica. Tuttavia le difficoltà economiche e la crescente competizione globale hanno pesato sul suo futuro.

Nel 2016 l’acquisizione da parte della multinazionale farmaceutica israeliana Teva sembrava aprire nuove prospettive, ma nel 2024 la crisi dell’azienda ha portato alla chiusura del sito, con un impatto significativo sulla comunità locale e i suoi lavoratori. Era il 2021 quando le previste dismissioni del sito produttivo di Actavis (Teva) a Nerviano avevano suscitato forte preoccupazione, con la proprietà israeliana che aveva annunciato l’intenzione di chiudere mettendo a rischio circa 350 posti di lavoro. Uno smantellamento che si è concluso lo scorso anno.

La notizia aveva rappresentato un duro colpo per il territorio, considerando che solo pochi anni fa la precedente proprietà, Actavis, aveva investito 16 milioni nell’ampliamento degli edifici produttivi. Teva faceva parte del polo scientifico farmaceutico di via Pasteur, che comprende anche il centro ricerche oncologico Medical Sciences, attualmente di proprietà cinese. L’azienda ha motivato la chiusura con il calo dei volumi produttivi, che ha reso insostenibili i costi operativi.

"Questa decisione è il risultato della strategia globale del network di Teva per garantire un’efficienza produttiva allineata alla domanda dei pazienti", aveva dichiarato la società, cessando le attività a metà del 2022. Nonostante la volontà di Teva di onorare i propri impegni commerciali e di continuare a fornire terapie di alta qualità, la chiusura del sito di Nerviano aveva rappresentato una perdita significativa per il settore farmaceutico locale e per l’intera economia del territorio. Dopo anni di incertezza, il sito di Nerviano si avvia adesso verso una nuova fase che lo porterà a essere di nuovo un punto di riferimento per l’industria farmaceutica italiana e internazionale.

Ch.S.