CHRISTIAN SORMANI
CHRISTIAN SORMANI
Cronaca

Parco Castello, viottoli in calcestre e scarpe da buttare

Accade al Parco Castello dove la polvere bianca si deposita sulle scarpe di chi corre o passeggia per i nuovi viottoli interni

Le passeggiate al parco di Legnano

Legnano (Milano), 6 settembre 2017 - Fare una corsetta al parco, oppure una semplice camminata e tornare con le scarpe completamente impolverate. Accade di sovente all'interno del polmone verde del Parco Castello di Legnano. Il colpevole è uno solo e si chiama "calcestre", materiale di colore chiaro, tendente al bianco, ottenuto da una miscela di puro sasso bianco e terra. All'inizio sembrava di colore marroncino, ma poi con le prime piogge si è schiarito del tutto. Nei viottoli interni al parco è presente uno strato di qualche centimetro su un fondo di tipo stradale.

La decisione era arrivata lo scorso anno con i lavori che hanno poi cambiato il volto delle stradine con l’eliminazione della contestata asfaltatura e la posa appunto del calcestre che di fatto è una copertura inserita nelle linee guida dei parchi europei. Niente colate di asfalto quindi, ma vialetti in terra battuta che però mietono diversi malumori per chi poi ritorna a casa con le scarpe da ginnastica, ma non solo, completamente ricoperte da polvere bianca. Podisti e frequentatori del Parco Castello ne sanno qualcosa, specialmente dopo lunghi periodi di siccità in cui la polvere è presente ovunque.

All'interno del parco ci sono circa 2,5 chilometri di sentieri in calcestre. Un rinnovo che è costato circa 347mila euro. La decisione però di scegliere questo materiale è adesso sotto accusa da parte dei frequentatori che avrebbero forse preferito un sentiero realizzato con una finitura in ghiaia fine. Gli strati presenti si sono compattati in una crosta particolarmente resistente e stabilizzante, ma la polvere è comunque rimasta. Dal canto suo il prodotto ha anche limitate capacità drenanti: quando piove le pozze rimaste lungo il percorso sono infatti evidenti. Inoltre la superficie va controllata dall'attacco dell'erba in caso di poco utilizzo del percorso ed è soggetta ad abrasioni, ma si rivela uno stabilizzante di facile lavorazione, di basso impatto ambientale, di ottima tenuta e di bassi costi di manutenzione. christian.sormani@ilgiorno.net