
Enrico Cozzi, già primo cittadino Pd
Un autentico terremoto politico e amministrativo scuote Canegrate: il Comune ha licenziato in tronco i due dipendenti accusati di falsa attestazione della presenza in servizio e di truffa aggravata ai danni dello Stato. Ma ciò che rende il caso ancora più clamoroso è che tra i licenziati c’è un nome di spicco della politica locale: l’ex sindaco di Nerviano ed esponente di primo piano del Pd Enrico Cozzi. La decisione, ufficializzata ieri dal sindaco Matteo Modica, arriva al termine di un’attenta analisi condotta dalla Commissione disciplinare interna del Comune, che ha valutato i documenti ricevuti dalla Procura e le memorie difensive dei due dipendenti sotto accusa.
Il verdetto è stato netto: licenziamento immediato. "Siamo estremamente dispiaciuti per quanto emerso – ha dichiarato il sindaco Modica – Ma nel contempo voglio ringraziare i componenti della Commissione, il segretario generale, la Polizia locale e tutto il personale dipendente che, anche in un periodo così complicato, hanno continuato a svolgere il loro lavoro con professionalità, massimo impegno e nel pieno rispetto delle regole".
La vicenda non si chiude qui. Se il Comune ha ormai preso la propria decisione sul piano disciplinare, il procedimento penale aperto presso la Procura di Busto Arsizio è ancora in corso. Le accuse nei confronti di Cozzi e dell’altro dipendente sono gravi: avrebbero alterato i sistemi di rilevamento delle presenze in ufficio scambiandosi i badge, manipolando così i loro orari di ingresso e uscita a seconda delle necessità personali. Un comportamento che avrebbe procurato un danno all’ente pubblico quantificato in circa 3.500 euro. Il Comune, dal canto proprio, prende nettamente le distanze da quanto accaduto e ribadisce l’impegno a tutelare il buon nome dell’istituzione e dei cittadini.
"Come già in passato – conclude Modica – ogni scelta, pur umanamente sofferta e dolorosa, è stata presa esclusivamente per difendere l’integrità del Comune e della comunità canegratese". Lo scandalo, inevitabilmente, avrà ripercussioni non solo in ambito amministrativo ma anche sul piano politico, dato il ruolo di spicco ricoperto da Enrico Cozzi nel panorama locale. Una vicenda che lascia l’amaro in bocca e che ora si sposta nelle aule di giustizia, dove sarà la magistratura a scrivere l’ultimo capitolo.
Ch.S.