
Lodi, le parole della direttrice Confuorto. Premiazioni e dimostrazioni
Un grande evento, riproposto ieri dopo dieci anni, per festeggiare il 208° anniversario della Fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria. Un momento di celebrazione e riconoscimento per il lavoro svolto quotidianamente (con e senza la divisa) dal personale in servizio nel carcere di Lodi.
L’evento ha preso il via al liceo Verri, con ospiti numerose autorità tra cui il prefetto Enrico Roccatagliata, il presidente della Provincia Fabrizio Santantonio, il presidente del Tribunale Angelo Gin Tibaldi, l’assessora comunale Manuela Minojetti, la prima dirigente del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanna Propato. "Oggi celebriamo anche un giorno di giustizia, legalità, di sicurezza e di profondo senso di appartenenza – ha sottolineato la direttrice della Casa Circondariale di Lodi, Annalaura Confuorto –. Indossare la divisa significa indossare l’amore, la fedeltà, l’orgoglio, il sacrificio, lo spirito di servizio".
E proprio per questi valori il prefetto di Lodi ha premiato alcuni agenti. Sono stati infatti riconosciuti particolari meriti di servizio all’ispettore superiore Mauro De Francesco per le grandi doti di mediazione, all’ispettore Fabio Quarta per aver sventato il suicidio di una persona che aveva cercato la morte per asfissia, al sovrintendente Dario Lemmo, all’assistente capo coordinatore Antonio Modugno e all’agente scelto Domenico Iossa per aver individuato un micro-cellulare all’interno del carcere, al sovrintendente Antonio Larosa e agli assistenti capo Michele Salamone, Francesco Preziuso ed Emidio Lezza per aver sventato un sistema di collegamenti con l’esterno della casa di detenzione.
A premiazione conclusa, gli agenti hanno sfilato lungo le vie di Lodi, seguiti dagli ex combattenti e dalle Giubbe Verdi di Pavia, in sella ai loro cavalli. Il corteo si è concluso in piazza Ospitale. Qui, la Polizia Penitenziaria si è esibita in un picchetto d’onore e in diverse attività svolte dai reparti specializzati, dalla simulazione di un combattimento ad opera degli agenti istruttori del Metodo Globale di Autodifesa, alla perquisizione cui è stata sottoposta una classe dell’Istituto Einaudi per mezzo dei cani guidati dagli agenti della cinofila del Carcere di Bollate.
Alcuni passanti, presso gli stand allestiti dagli agenti del Carcere di San Vittore, hanno potuto osservare gli strumenti impiegati dagli agenti nelle diverse fasi di arresto e di immatricolazione. "Nostro compito – ha aggiunto la direttrice – è disegnare un progetto globale e sinergico di detenzione, per costruire un carcere nel quale i diritti e la dignità delle persone occupino un posto centrale".