LUCA RAIMONDI COMINESI
Cronaca

Tre comunità senza medico di base nel Lodigiano: “Rivogliamo gli ambulatori, l’Asst non ci ascolta”

Assemblea pubblica a Palazzo Pertusati. Pronti mozione e raccolta di firme. Da quanto il dottor Fazzi è stato male Comazzo, Merlino e Lavagna in sofferenza

Alcuni dei presenti all’assemblea pubblica tenuta sabato mattina a Palazzo Pertusati

Alcuni dei presenti all’assemblea pubblica tenuta sabato mattina a Palazzo Pertusati

COMAZZO – In un Consiglio comunale aperto a tutta la cittadinanza, sabato mattina a Palazzo Pertusati, si è parlato dell’assenza del medico di base negli ambulatori dei comuni di Comazzo, Lavagna e Merlino, in seguito al malore accusato a fine febbraio dal dottor Giovanni Fazzi, medico e sindaco di Merlino, a seguito del quale era stato ricoverato d’urgenza al San Raffaele di Milano. Nel primo mese di convalescenza, i pazienti avevano potuto ugualmente usufruire del servizio di medicina territoriale grazie alla dottoressa Loredana Maddinelli, sostituta temporanea del dottor Fazzi. Nonostante qualche problema legato alla variazione delle giornate di attività, era riuscita a garantire il regolare svolgimento del servizio fino al 24 marzo.

Da quella data poi era stato attivato, a Comazzo, un ambulatorio medico temporaneo, gestito dall’Asst, che aveva messo a disposizione alcuni medici operanti in altre realtà, disponibili su base volontaria. La soluzione però non soddisfa i pazienti che sabatohanno manifestato il loro disagio. Più di trenta persone erano infatti presenti all’assemblea pubblica guidata dal sindaco di Comazzo, Marco Pavese. Egli ha riferito di avere tentato, nell’ultimo mese, ripetutamente di interloquire con l’Asst affinché venisse garantito il servizio di medicina territoriale.

“L’Asst si è dimostrato un interlocutore sordo – ha spiegato alla cittadinanza il sindaco –. Siamo riusciti ad ottenere solo una seconda giornata di apertura per il nostro ambulatorio, ma non basta. Esigiamo l’apertura anche di un secondo ambulatorio a Lavagna. Da parte dell’Asst però troviamo un muro”.

L’assenza di più ambulatori sui tre comuni, le insufficienti giornate di apertura, l’impossibilità di ricevere ricettari medici via mail, ma anche la cattiva gestione degli appuntamenti e la loro breve durata, sono i principali problemai emersi e annotati dal sindaco, che ha provato a porre sul piatto alcune soluzioni. “L’amministrazione comunale non ha potere decisionale. Può interfacciarsi con l’Asst. Però è proprio quest’ultima a prendere le decisioni – ha fatto presente Pavese –. Decisioni che riteniamo ingiuste e scellerate”. Ma è proprio sulla base di questa impossibilità d’azione che il primo cittadino di Comazzo, in accordo con la minoranza, ha deciso di proporre una mozione che verrà presentata nel prossimo Consiglio Comunale, a fine mese. Il via libera a tale mozione conferirebbe a Pavese il mandato per interloquire con l’assessorato regionale al Welfare e il ministero della Salute. Nelle settimane successive al Consiglio, per i residenti di Comazzo, Merlino e Lavagna, sarà poi possibile firmare una petizione per mostrare contrarietà alle decisioni dell’Asst.