REDAZIONE LODI

Frecciarossa deragliato: "È stato un errore umano"

L’incidente di Livraga. In aula un ingegnere di Alstom

L’incidente di Livraga. In aula un ingegnere di Alstom

L’incidente di Livraga. In aula un ingegnere di Alstom

Nuova udienza, ieri in tribunale a Lodi, del processo per il deragliamento del Frecciarossa avvenuto il 6 febbraio di 5 anni fa all’altezza di Livraga e che ha cinque imputati (un dirigente di Rfi e quattro tra manager, tecnici e operai di Alstom Ferroviaria accusati di disastro ferroviario colposo e duplice omicidio colposo).

Nell’incidente persero la vita i due macchinisti, Giuseppe Cicciù e Mario Di Cuonzo, e rimasero ferite 31 persone, nessuno in modo grave. Le indagini della Procura di Lodi avevano già evidenziato come causa un problema tecnico legato ad un attuatore difettoso del deviatoio 5, installato durante i lavori di manutenzione notturni poche ore prima del deragliamento.

Ieri mattina, è stato ascoltato in tribunale, un ingegnere dipendente di Alstom, la società che aveva fornito a Rfi il deviatoio difettoso. Il componente, fondamentale per il funzionamento degli scambi ferroviari, presentava un errore di cablaggio interno. Secondo la testimonianza dell’ingegnere, una donna nei cui confronti le accuse erano decadute, "si è trattato di un errore umano. Alla fine delle prove di installazione durante l’intervento di manutenzione della notte prima, ricordo che gli operatori movimentavano l’attuatore. Hanno però trascurato di approfondire le segnalazioni di errore che stava fornendo. Andava sostituito subito".

La prossima udienza il 29 aprile.

L.R.C.