
Il pedagogista Daniele Novara (nella foto) sarà ospite, mercoledì 9 aprile alle 17 nella sede della Fondazione Comunitaria, in corso...
Lodi – Il pedagogista Daniele Novara (nella foto) sarà ospite, mercoledì 9 aprile alle 17 nella sede della Fondazione Comunitaria, in corso Archinti 100 a Lodi, per parlare di smartphone e adolescenti nell’ambito del progetto “ImPatto digitale“.
La sfida educativa con adolescenti nell'era digitale
Il “tecnico dell’educazione“ ha appena pubblicato un libro dal titolo controcorrente: “Mollami! Educare i figli adolescenti e trovare la giusta distanza per farli crescere”. È convinto che i ragazzi siano cambiati nell’epoca odierna, ma a modificare il proprio comportamento siano stati soprattutto i loro genitori. Che anziché fornire regole o suggerimenti educativi tentano di agire da amici, condividere la vita dei loro figli e finiscono per imprigionarli dentro dimensioni che poi li danneggiano.
Genitori e limite dell'amicalità
Novara parlerà ai genitori. "Madri e padri di oggi hanno perso la motivazione educativa e si sono posti in una logica di amicalità, immedesimazione e addirittura intimità coi propri figli – sottolinea –. Colpa del narcisismo dei nostri giorni, che non conosce più i limiti. Così dei giovanissimi si occupano sempre di più psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, criminologi e tutta l’area della devianza".
Impatto dei dispositivi digitali
"Nel panorama educativo attuale, si aggiunge un fenomeno sempre più invasivo: la diffusione capillare di dispositivi digitali, smartphone e tablet – aggiunge –, che stanno modificando profondamente le abitudini quotidiane di bambini e bambine. Si tratta di un’emergenza educativa spesso trascurata, ma che merita la massima attenzione di famiglie, scuole e istituzioni".
Accedere ai social media: un'età giusta
"È accertato che l’accesso agli smartphone prima dei 14 anni e la creazione di un profilo social prima dei 16 anni possano avere conseguenze negative sullo sviluppo cognitivo e relazionale dei minori – sottolinea il pedagogista –. Non si tratta di una posizione anti-tecnologica, ma di un principio di tutela e responsabilità. Occorre un’azione educativa chiara e condivisa per garantire alle nuove generazioni un ambiente di crescita sano ed equilibrato".