PAOLA ARENSI
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Cronaca

Malati cronici, punto unico d’accesso: cure e assistenza in tempi più rapidi

Lodi, in attesa della casa di comunità l’azienda sanitaria martedì inaugurerà il nuovo servizio sul territorio

In attesa della casa di comunità, martedì partirà il servizio del Punto unico di accesso

In attesa della casa di comunità, martedì partirà il servizio del Punto unico di accesso

Lodi – Apre il servizio del Punto unico di accesso per i cronici, in attesa della casa di comunità. Qui, in via Fissiraga 15, i cittadini in condizione di fragilità e cronicità (e i loro caregiver) possono trovare orientamento e ascolto, ma anche una prima risposta a problematiche sia di tipo sanitario, sia di tipo socio sanitario e sociale, grazie all’integrazione e alla collaborazione tra Asst, Comuni e Ambito sociale territoriale (Ufficio di Piano). Sarà operativo da martedì, come primo passo per l’avvio delle attività della casa di comunità nel capoluogo lodigiano. Si troverà (al 2° piano, stanza 8), in attesa della conclusione dei lavori di riqualificazione della palazzina ex maternità di Viale Savoia, dove avrà sede definitiva la casa di comunità di Lodi.

Sarà aperto con accesso diretto, senza necessità di prenotazione, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 15.30. Si può entrare in contatto con lo staff anche telefonicamente al numero 0371 376242 o per posta elettronica: Pualodi@asst-lodi.it. Il numero degli accessi registrati presso le sedi Pua delle tre case di comunità già operative nella provincia di Lodi è significativo: nel periodo aprile 2024- febbraio 2025 sono stati complessivamente 1.144 (582 a Codogno, 308 a Casalpusterlengo e 254 a Sant’Angelo Lodigiano).

“Si tratta di un luogo pensato per offrire cure e assistenza in modo sempre più vicino e accessibile ai cittadini, in particolare quelli più vulnerabili. È inoltre un punto di osservazione privilegiato per comprendere e intercettare il bisogno della nostra comunità, grazie alla indispensabile collaborazione dell’amministrazione comunale e degli altri attori sociali che operano sul territorio”, commenta Guido Grignaffini, direttore generale dell’Asst di Lodi. Lo staff è composto da un’infermiera di famiglia e di comunità (IFeC) e da un’assistente sociale, all’occorrenza coadiuvate da personale amministrativo di supporto. Gli operatori, dopo l’accoglienza, effettuano un’analisi dei bisogni del paziente e dei caregiver, accompagnandoli ai servizi disponibili in base alle necessità individuate. Quando possibile, i servizi vengono attivati già dal primo accesso.