
Uno dei si era rifugiato in un casolare
Sono stati liberati dal giudice con l’obbligo di stare lontani dalla provincia di Lodi e il divieto di farvi ritorno senza previa autorizzazione, ieri al termine della direttissima in tribunale a Lodi, i due uomini che erano stati bloccati mercoledì a Codogno, al termine di un rocambolesco inseguimento per le vie del centro. Si tratta di due marocchini di 24 e 32 anni, entrambi senza fissa dimora e senza regolare permesso di soggiorno. Mercoledì erano stati intercettati dai carabinieri di Codogno a bordo di una Bmw X3 che già era stata segnalata alcuni giorni prima poiché in altre province era fuggita alle forze dell’ordine. All’alt dei militari non si erano fermati. Quindi avevano effettuato manovre azzardate, prima di concludere la loro fuga schiantandosi contro il muro di via Vittorio Veneto e travolgendo la plancia degli avvisi comunali.
Il 24enne, con precedenti per spaccio e che ha dichiarato di risiedere a San Giuliano Milanese, si trovava alla guida del veicolo senza patente. Dopo essere sceso dall’abitacolo era stato immediatamente arrestato dagli agenti. Il 32enne, residente a Terracina (Latina), ha invece opposto resistenza, fuggendo a piedi per circa 400 metri e rifugiandosi in un casolare abbandonato. Poi i carabinieri erano riusciti a bloccarlo prima facendolo sdraiare a terra e successivamente legandogli mani e piedi. Ieri nel processo per direttissima il difensore dell’uomo, Alessio Palumbo, ha contestato questa attività. "I carabinieri erano in superiorità numerica e non era necessario che subisse questo trattamento. Aveva solo paura in quanto irregolare". Il pm aveva chiesto per entrambi la convalida della misura di custodia cautelare per la possibilità di reiterazione del reato. Prossima udienza il 29 maggio.
Luca Raimondi Cominesi