
I calcinacci nel sottopasso della stazione di Santo Stefano Lodigiano
Santo Stefano Lodigiano (Lodi) - Un tappeto di intonaco crollato dal soffitto impregnato di umidità accoglie i pendolari nel sottopasso verso i binari. E’ lo scenario che, almeno fino a ieri pomeriggio, caratterizza la stazione ferroviaria di Santo Stefano Lodigiano, piccolo scalo verso Piacenza a sud e verso Codogno e Lodi a nord, ma lasciata nella più completa incuria. La "cartolina" del degrado è ulteriormente caratterizzata da altri segni evidenti come la vetrata della palazzina, dove un tempo vi era il capostazione, bersagliata dai vandali a sassate: un enorme buco nel vetro e una miriade di sassi, presi dai binari, è lo sconsolante biglietto da visita mentre la piccola sala d’aspetto, chiusa ed inaccessibile, è sporca con le porte d’ingresso semidistrutte. Da un’altra finestra che si affaccia sui binari si nota, all’interno di un locale, la porta di una cabina elettrica completamente spalancata con i fili che penzolano fuori.
Dal sottopasso ai binari, lo scenario desolante comunque non cambia. Ed ecco il tunnel e le sue pareti offrire uno spettacolo davvero poco gradevole. Vale a dire pezzi di intonaco che si stacca sulla testa dei viaggiatori, infiltrazioni d’acqua e l’erbaccia che avanza a dismisura e si sta "mangiando" parte della massicciata. Altri piccoli edifici lungo i binari sono abbandonati. Sono ormai anni che il problema relativo al degrado è sul tavolo della discussione.
E, per dire tutta la verità, Rfi negli anni passati aveva riqualificato lo stabile e collocato telecamere di videosorveglianza, ma oggi tutto è ritornato come prima. Ora si tratta di correre ai ripari anche perché le proteste dei pendolari che quotidianamente toccano con mano i luoghi del degrado cominciano a farsi sentire. E, si spera, a produrre qualche risultato concreto.