MARIO BORRA
Cronaca

Tredici settimane di crisi. B.Mec, è cassa integrazione: "Un segnale allarmante"

La Fiom: siamo molto preoccupati. Le prospettive per il 2025 non sono rosee. Situazioni delicate anche per General Ricambi, Alusteel, Flexotecnica e Condevo.

Massimiliano Preti sindacalista della Fiom-Cgil Ieri mattina la doccia fredda della nuova richiesta di cassa integrazione per la B.Mec di Lodi Vecchio

Massimiliano Preti sindacalista della Fiom-Cgil Ieri mattina la doccia fredda della nuova richiesta di cassa integrazione per la B.Mec di Lodi Vecchio

Il nuovo anno inizia nel peggiore dei modi sul fronte occupazionale con la richiesta, arrivata proprio ieri, di un periodo di cassaintegrazione di tredici settimane per i cinque dipendenti della ditta B.Mec di Lodivecchio, specializzata in servizi per l’automazione e robotica. Una situazione sicuramente non di buon auspicio nel settore metalmeccanico tenuto conto che basta guardarsi indietro e capire che il 2024 è stata alquanto problematico con diverse situazioni di crisi occupazionali il cui effetto negativo si riverbererà ancora con l’anno nuovo. "Siamo fortemente preoccupati – spiega il segretario provinciale della Fiom Cgil, Massimiliano Preti –. Le prospettive per il 2025 non sono affatto ispirate da un vento ottimistico e la richiesta di un nuovo ammortizzatore sociale arrivata sul tavolo dei nostri uffici questa mattina (ieri, ndr) ne è la prova lampante".

D’altronde il vecchio anno ormai alle spalle si era chiuso con una raffica di situazioni delicate da affrontare a livello sindacale: nella Bassa, General Ricambi a Castiglione d’Adda e Alusteel a Somaglia saranno a breve interessate da una nuova richiesta di cassa per un totale di oltre 120 lavoratori coinvolti mentre al sindacato preoccupa l’andamento alla Koenig&Bauer Flexotecnica di Tavazzano e alla Condevo a Marudo. I rappresentanti dei lavoratori hanno dovuto giocoforza interessarsi a diverse altre condizioni precarie di ditte in difficoltà con un autunno che si è trasformato decisamente in “bollente“. Ora la Fiom si attende, purtroppo, un’altra raffica di domande di cassa ordinaria che interesserà i lavoratori della Trafitech di San Colombano al Lambro e la Pm di Lodi. Poi ci sono altre realtà che non navigano in buone acque, piccole e media aziende sempre del settore metalmeccanico; almeno nove tra la Bassa e il resto della provincia interessate, loro malgrado, da richieste di periodo di cassaintegrazione nelle ultime settimane. "In tutta questa situazione precaria c’è pure il nodo del contratto il cui rinnovo rimane ancora sullo sfondo" spiega Preti oltremodo preoccupato.