Sono le 4 del mattino del 25 luglio 2023. Su Milano si abbatte un vero e proprio tornado. Per 10 minuti buoni la città è in balia del clima impazzito: raffiche di vento a una velocità di oltre 100 chilometri orari condite da 40 mm d'acqua (quanta ne cade normalmente in un mese).

Seicento secondi di inferno climatico. Tanto è bastato per causare gravissimi danni in tutta la città e hinterland: alberi divelti in tutti i quartieri, strade inagibili, tetti scoperchiati, auto schiacciate dai tronchi, scuole inagibili, musei chiusi, parchi chiusi fino a data da destinarsi. Un evento unico nella storia di Milano. Tanto da giustificare la creazione di una task force operativa 24 ore su 24 per liberare le strade ai veicoli e ai mezzi pubblici per provare a garantire un ritorno alla normalità quanto più rapido possibile.
Nel giro di una giornata, gli operatori comunali sono riusciti ad evadere gran parte delle 350 richieste d’intervento, oltre a rendere agibile il 30 per cento delle linee di trasporto pubblico.
Quello che però non poteva essere sistemato, almeno nell’immediato, erano i 4776 alberi abbattuti in pochi minuti durante la tempesta. Un montante al polmone verde di Milano. E così, qualche giorno dopo, è partita la raccolta fondi “Milano per gli alberi” per ripristinare il verde distrutto dal nubifragio. Un’iniziativa che si è rivelata quantomai utile. Palazzo Marino ha infatti annunciato che anche grazie ai 1,3 milioni di euro raccolti dalle offerte delle aziende e dei cittadini milanesi a novembre partiranno gli scavi per ripiantare ogni singolo albero abbattuto. Un anno e mezzo dopo, Milano tornerà ad abbracciare le sue piante.