
Patek Philippe, Hublot e Rolex: alcune dellemarche preferite dei predoni di orologi
Milano, 3 aprile 2025 – La fuga è durata meno di mezz’ora. I due uomini in scooter, autori dello scippo di un Audemars Piguet da 30mila euro in piazzale Aquileia, sono stati bloccati a Rozzano dagli specialisti dell’Antirapine e della sezione Contrasto al crimine diffuso della Squadra mobile.

Il terzo uomo
Si tratta dei due pluripregiudicati Luigi Cigliano e Raffaele D’Avino, napoletani di 40 e 47 anni, che sono stati sottoposti a fermo.
Lo stesso provvedimento è stato notificato anche al presunto ricettatore, il cinquantasettenne Angelo Perrotti, che aveva con sé altri due cronografi verosimilmente rubati, due Patek Philippe da 33mila e 65mila euro.
La dinamica
I due rapinatori sono entrati in azione alle 9.30 di martedì 1 aprile 2025 in zona Darsena: uno era in sella a un Sh Honda, l'altro su un Beverly. In viale Papiniano, hanno agganciato la Lamborghini Urus di un imprenditore di 55 anni e hanno iniziato a seguirlo.
A un certo punto, hanno lasciato per strada uno dei due scooter e hanno proseguito sull'altro. In piazzale Aquileia, è scattato l’assalto, con la tecnica dello specchietto: dopo il colpo al retrovisore, il conducente è sceso dal suv per controllare eventuali danni, esponendo così il polso sinistro allo strappo.
La memoria dell’ispettore
I due sono scappati sullo scooter col cronografo. L'imprenditore ha subito chiamato il 112, e dalla centrale operativa della Questura è diramata una nota radio per gli equipaggi in servizio con la descrizione del motorino e dei due fuggitivi.
Alle 9.50, i presunti rapinatori sono ricomparsi a piedi nella frazione Quinto de Stampi a Rozzano, esattamente in via Cenisio. Proprio in quei minuti era in corso nella zona un servizio antifurti della Mobile. Un ispettore ha notato D'Avino e lo ha riconosciuto immediatamente come un trasfertista di orologi. Nel 2017 fu arrestato dalla polizia dopo due colpi in scooter in via Foppa.
L’incontro col ricettatore
A quel punto, gli agenti, coordinati dal dirigente Alfonso Iadevaia e dai funzionari Michele Scarola e Filippo Bosi, hanno iniziato a pedinare D'Avino e il complice Cigliano, che dopo qualche minuto hanno incontrato il terzo uomo, Perrotti, con il quale si sono scambiati alcuni bagagli.
Poi quest'ultimo è salito su un taxi, mentre gli altri due si sono avvicinati a una Volkswagen Tiguan. Il blitz è scattato in quei secondi. Il primo a essere fermato è stato Perrotti, che ha subito consegnato un Patek Philippe da 65mila euro.
La successiva perquisizione ha fatto emergere che il cinquantasettenne aveva nascosto nelle mutande una pochette con altri due cronografi: un Patek Philippe Nautilus da 33mila euro e l'Audemars Piguet modello Royal Oak depredato all'imprenditore di piazzale Aquileia.
In manette
Nella Tiguan, invece, sono stati trovati abiti identici a quelli indossati dai rapinatori entrati in azione mezz'ora prima. I controlli hanno portato anche al ritrovamento di un sistema Bluetooth usato dai due per comunicare in tempo reale durante il pedinamento; interlocuzioni confermate dalle chat sui telefoni.
D’intesa col pm di turno Francesca Crupi, sono scattati i fermi. L'operazione del 2017 aveva fatto emergere che D'Avino era un ultrà della Curva A del Napoli e che spesso associava le scorribande fuori Regione con le trasferte al Nord della sua squadra del cuore.