GIANBATTISTA ANASTASIO
Cronaca

Assegno unico al ribasso per errore: madre di un ragazzo disabile insegue l’Inps da 5 mesi

Due lettere e il riconoscimento dell’errore da parte dell’Istituto di previdenza sociale non sono bastati a riportare la situazione alla normalità: la maggiorazione resta “a intermittenza”

L'assegno unico familiare è erogato dall'Inps (Archivio)

L'assegno unico familiare è erogato dall'Inps (Archivio)

Milano, 2 aprile 2025 – Insegue l’Inps da cinque mesi, per l’esattezza da novembre del 2024. E sempre per segnalare lo stesso errore: l’importo dell’assegno unico non è pari a quello che dovrebbe ricevere perché non include la maggiorazione per la presenza, in famiglia, di una persona non autosufficiente. Un errore che l’Inps ha ammesso di aver compiuto, come si può leggere nelle mail. Ma nonostante questo si è sempre punto e a capo.

L’involontaria protagonista di questa telenovela è Giuseppina Rubbuano, madre di David, un ragazzo di 14 anni con una disabilità gravissima alla quale concorrono la sindrome di Down e lo spettro autistico. David non è autosufficiente, da qui la maggiorazione dell’assegno unico alla quale ha diritto la sua famiglia. “Una maggiorazione ad intermittenza” l’ha ormai ribattezzata Giusy. Ed ecco perché.

Il nodo

“Il problema – racconta – si è presentato per la prima volta a novembre, quando mi sono accorta che l’importo dell’assegno unico non comprendeva la somma aggiuntiva prevista in caso di presenza di una persona non autosufficiente. A quel punto ho fatto presente all’Inps questa mancanza”. La prima mail di Giuseppina è datata 16 novembre 2024.

La risposta dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale arriva quasi subito, solo due giorni dopo. E vi si legge: “In merito alla sua richiesta (...) effettuata all’Istituto Inps in data 16/11/2024 le comunichiamo quanto segue: per il mese di novembre vi è stato un errore sulla maggiorazione disabilità. La problematica è stata segnalata”.

A dicembre a Giuseppina viene liquidata la maggiorazione relativa al mese precedente – quindi novembre – ma non quella relativa all’ultima mensilità, detto altrimenti: non la maggiorazione per lo stesso mese di dicembre. E il copione andrà ripetendosi di mese in mese: l’Inps non fa che saldare l’arretrato della mensilità precedente e creare nuovo arretrato per la mensilità in corso. Esempio: “A febbraio mi è arrivata la maggiorazione arretrata di dicembre, ma non quella prevista per febbraio. Snervante – sbotta Giuseppina –, semplicemente snervante. È assurdo che questo errore continui a ripetersi di mese in mese”.

Attualmente questa madre sta attendendo la maggiorazione di marzo perché a marzo le è stata liquidata quella di febbraio.

La nuova lettera

Proprio a febbraio, il 19 per l’esattezza, Giuseppina è tornata a scrivere all’Inps per fare presente il ripetersi del problema.

E dall’Inps è arrivata un’altra assunzione di responsabilità: “Per un errore tecnico – si legge nella mail di risposta, inviata anche questa a stretto giro di posta, già il 20 febbraio – la procedura per il mese di febbraio 2025 ha erogato la maggiorazione per disabilità grave e non per non autosufficienza. In data odierna è stato effettuato il riesame della maggiorazione spettante (non autosufficienza). Nelle prossime settimane verrà effettuato il ricalcolo che sarà erogato come conguaglio sulle prossime mensilità”.

Inevitabile il commento di Giuseppina: “Continuano a darmi ragione ma, al tempo stesso, continuano a ripetere lo stesso errore”.