
Avviso pubblico in classe: lezioni di legalità alle medie a Cernusco, i ragazzi scrivono progetti e registrano un podcast. Focus...
Avviso pubblico in classe: lezioni di legalità alle medie a Cernusco, i ragazzi scrivono progetti e registrano un podcast. Focus su Peppino Impastato. I laboratori coinvolgono entrambi gli istituti di casa, a Cernusco, Margherita Hack e Rita Levi Montalcini. Per gli alunni un percorso di consapevolezza dell’origine, della natura, delle attività e della storia delle organizzazioni criminali e del loro contrasto sia dal punto di vista della repressione che di quello culturale. A guidare il cammino, il giornalista radiofonico e attivista Federico Lacche. In aula sono arrivate anche la vicesindaca Paola Colombo e Debora Comito, assessora alla Legalità insieme hanno ribadito "l’impegno del Comune". Cernusco è socio di Avviso Pubblico, rete di enti locali che promuove la cittadinanza responsabile. "Per questo abbiamo finanziato l’iniziativa", sottolineano le amministratrici. La scelta di andare fra i banchi non è casuale, "la mafia teme più la scuola che la giustizia", spiega il sodalizio. E per riuscirci punta su un patto con il territorio, primo passo di un decalogo anti-mafie da condividere con forze economiche e sociali. Fra le dieci regole c’è anche "la buona amministrazione per una politica credibile e responsabile". Un concetto che passa dalla formazione del personale e dalla trasparenza, "per rafforzare la fiducia dei cittadini". Le scuole restano un interlocutore privilegiato, è così che si forma una mentalità attenta. Ma anche la cultura è un pilastro della battaglia, la rete invita a organizzare eventi e festival "per diffondere il valore dell’antimafia, i diritti costituzionali e la giustizia sociale". E poi è essenziale che "i giovani conoscano le storie delle vittime innocenti", a loro vanno intitolati spazi pubblici, "un gesto che alimenta la memoria, coinvolge la comunità nella riflessione e genera impegno". In città si punta su Peppino Impastato, il giornalista assassinato dai boss nel 1978 per la sua denuncia a Cosa Nostra. Bar.Cal.