
di Alessandra Zanardi
Improvviso dietrofront del Comune di Paullo rispetto all’ipotesi di un’azienda logistica nel quartiere San Pedrino. È in arrivo un colpo di spugna sulla variante urbanistica che era stata approvata dal consiglio comunale lo scorso marzo e avrebbe potuto aprire la strada alla costruzione di un polo per il movimento merci su un’area di proprietà privata, a Nord dell’abitato, in fregio alla Paullese e al casello della Tangenziale esterna.
"Daremo mandato agli uffici affinché nel prossimo step di approvazione del Piano di governo del territorio, in consiglio comunale, venga stralciata l’opzione della logistica", è stato l’annuncio del sindaco Federico Lorenzini, diffuso nel fine settimana attraverso un video-messaggio sulla pagina Facebook del Comune. I piani urbanistici di Città Metropolitana non tutelerebbero a sufficienza il territorio, se si decidesse di procedere nell’iter: queste, in sostanza, le motivazioni della scelta. "Contavamo sui vincoli e le compensazioni imposte dal piano territoriale metropolitano - ha detto il sindaco - che tuttavia è uscito parecchio indebolito in fase di approvazione e dà quindi la possibilità d’introdurre meno paletti, a tutela del territorio, di quelli che ci saremmo aspettati". Da qui la decisione di fermare, almeno per ora, il meccanismo che era stato innescato col voto favorevole alla variante. "Per quell’area resta comunque valida la possibilità d’insediamenti commerciali e di terziario", ha precisato Lorenzini, "alla luce di diritti edificatori acquisiti nel corso degli anni".
Da più parti l’annuncio del sindaco è stato percepito come una vittoria del fronte popolare, coi residenti del quartiere San Pedrino e gli attivisti del comitato "no logistica" che negli ultimi tempi si erano mobilitati in massa, per cercare di contrastare il progetto. Manifestazioni, volantini, striscioni e banchetti (l’ultimo, quello di sabato mattina scorso) hanno scandito una protesta che ha vivacizzato il panorama locale e creato dibattito tra l’opinione pubblica. "I motivi della scelta dell’amministrazione? Li approfondiremo. Di certo la notizia è molto positiva - commenta il coordinatore del comitato Stefano Scarpa -. L’importante è che quello stralcio valga per l’oggi, e anche per il domani. Se per quell’area resterà confermato lo sviluppo commerciale già previsto, vogliamo che questo sviluppo sia il meno invasivo possibile. Continueremo a vigilare sulla vicenda". Contro l’ipotesi di un’ennesima logistica nel Sud-Est Milanese si è schierato anche l’Osservatorio contro il consumo di suolo. Il fronte del "no" ha inoltre ottenuto l’appoggio di una serie di enti, compresi Legambiente e il movimento Salviamo il Pratone.