
Il rendering che illustra la struttura definitiva del Village con i tre capannoni
Milano – Siamo al quartiere Bovisa, una delle aree storiche della città, una delle poche ancora non travolte dalla “gentrificazione“, nota per il suo passato industriale. Un passato di attività chimiche, farmaceutiche e meccaniche e un lento processo di rigenerazione urbana che è iniziato nei primi anni anni ’90.
Ed è qui, in questo contesto, che sorgerà il S La struttura c’è già tutta, le idee hanno preso forma e questa è la storia di un amore quasi “a prima vista“ di quelle sensazioni provate all’istante che ti fanno dire, “sì, l’investimento è quello giusto”. Lo racconta così Tommaso Borioli Ceo di Superstudio Events. “Una banale navigazione sui siti di immobiliari mi hanno portato a questo annuncio che ho trovato subito interessante. Due giorni dopo ero qui, in via Negrotto, a visitare questa struttura, una vecchia trafileria dismessa da anni. Ottomila metri quadrati il complesso, quattromila il corpo di capannoni, compresi gli uffici. Così siamo partiti”.
uperstudio Village , cantieri già aperti e inaugurazione prevista tra fine settembre e ottobre, se in tabella di marcia fila tutto liscio.Il Village arriva dopo gli altri spazi storici targati Superstudio, in via Tortona e in via Moncucco. “Sì per me sono come figli - dice ancora Borioli - Ogni hub dislocato in vari quartieri della città avrà una sua specificità. Questo in Bovisa è composto di più capannoni adatti ad ospitare grandi e anche medi eventi che, per caratteristiche, si addicono meno agli altri hub”. Tre sale, una da 900 metri quadrati e due da 800 - che insieme arriveranno a ospitare fino a 3.000 persone. Con la realizzazione del Village si completa, quindi, la loro offerta di spazi sulla città.
L’intervento manterrà le architetture industriali originarie, con un innalzamento dei soffitti per portarli a un’altezza di 15 metri (i più alti di Milano), e trasformerà l’ex Trafileria Lombarda in uno spazio con standard di sostenibilità e tecnologia tra i più elevati in Europa: avrà il Leed Platinum, che attesta il livello massimo di prestazioni per le costruzioni eco-compatibili. Poi, sempre con un occhio rivolto alla sostenibilità, tutto il tetto per quattromila metri sarà ricoperto di pannelli fotovoltaici, ci saranno almeno sei colonnine elettriche e l’intenzione del ceo Borioli è di costituire una comunità energetica. Il Village ospiterà, inoltre, un’area ristoro, “altra idea futura quella di annettere lo spazio verde, attualmente diviso solo da un muro, per destinarlo ad orto così ci possano essere prodotti a chilometro zero”.
La passione di Borioli per gli spazi dismessi in cui attuare un recupero conservativo comprende anche il recupero dei cartelli della vecchia fabbrica. “Ne ho tanti. Ma il più originale e desueto - dice ridendo - recita “Il grado della tua educazione sta nel rispetto verso i tuoi superiori“”. I tempi sono cambiati, certo. Ma il rispetto della memoria storica e anche delle strutture storiche restano un elemento di valore. “Ogni nostro intervento ha sempre avuto a cuore il recupero urbano, per questo acquistiamo strutture in disuso e non le abbattiamo, bensì le riconvertiamo in qualcosa di nuovo, moderno e sostenibile – conclude Borioli. – Si tratta di un progetto ambizioso, il più imponente mai sostenuto prima da Superstudio Events, che grazie ai nostri lavori di recupero, porterà Superstudio Village a diventare un punto di riferimento, ma anche favorirà la nascita di un indotto concentrato nell’area di Bovisa, in sinergia con le altre istituzioni che stanno investendo in questo quartiere”.