
Interrogazioni e accertamenti sulla distribuzione del libro a scuola
È ancora accesa la polemica, nata dall’opposizione e da un gruppo di genitori, per la consegna agli alunni delle classi quinte dell’Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini del libro di Walter Veltroni. Da locale, la protesta ha assunto portata nazionale, con l’intervento di ministri e parlamentari che si sono schierati chi dalla parte dell’Amministrazione e della scuola, che ha deciso il titolo del volume da distribuire all’interno del "Progetto lettura", chi dalla parte dell’opposizione e del gruppo di genitori che ha firmato una lettera di protesta.
A loro dire, il libro "ha contenuti tendenziosi, è dettato da orientamenti socio-politici ben precisi e promuove campagne Lgbtq e gender. Non siamo stati informati della scelta, ci è arrivata una richiesta di autorizzazione a partecipare al progetto solo il giorno dopo la consegna". In molti, compreso il ministro Matteo Salvini che ha pubblicato un post commentato da migliaia di persone, hanno attaccato la distribuzione fatta agli alunni dal sindaco Rino Pruiti (che ha deciso di non rilasciare dichiarazioni al Giorno sull’argomento) e dall’assessora Martina Villa, entrambi civici. Il Comune ha precisato che la scelta del volume è competenza della scuola e non dell’Amministrazione che finanzia il progetto di lettura garantendo autonomia scolastica. La questione è arrivata anche all’Ufficio Scolastico Regionale: "A seguito di segnalazioni di famiglie e di verifiche condotte, è emerso che l’Istituto Comprensivo ha diffuso un libro - "La più bella del mondo" di Veltroni, con storie sulla Costituzione, ndr - senza il preventivo assenso dei genitori".
Al centro delle contestazioni, ci sarebbero dei racconti "su un ragazzo omosessuale, due ragazze lesbiche e un ragazzo che usava i tacchi della zia", scrive il gruppo di genitori. Ma la maggioranza di Buccinasco, e con loro politici e cittadini schierati dalla loro parte, spiega che quel ragazzino sui tacchi, nel racconto, è il parlamentare del Pci ammazzato dalla mafia nel 1982, Pio La Torre. Replica il consigliere leghista Manuel Imberti, che ha sollevato la polemica: "È stato lo stesso Veltroni, in un’intervista del 2022, a dire che la vicenda dei tacchi è frutto di finzione e non una storia reale". Insomma, i botta e risposta non si placano e, intanto, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato accertamenti per "verificare la corretta diffusione del libro".