SIMONA BALLATORE
Cronaca

A Città Studi nasce il polo della chimica

Il nuovo istituto di ricerca del Cnr dedicato a Giulio Natta

Il presidente Massimo Inguscio nel nuovo Istituto di scienze e tecnologie chimiche

Milano, 9 luglio 2019 - Nasce il polo di ricerca della chimica e trova casa a Milano, in Città Studi. Si chiama Istituto di scienze e tecnologie chimiche Giulio Natta (Cnr-Scitec) ed è frutto della fusione - sancita ieri nell’area di via Bassini - fra gli istituti per lo studio delle macromolecole (Ismac), l’istituto di chimica del riconoscimento molecolare (Icrm) e di scienze e tecnologie molecolari (Istm): insieme creeranno un unico hub, operativo in autunno.

Sono 150 i ricercatori già al lavoro in città ed è in corso un reclutamento di giovani: «Abbiamo aperte 300/400 posizioni al Cnr - spiega il presidente Massimo Inguscio – verosimilmente decine di questi giovani ricercatori potranno venire attratti dal nuovo istituto di Milano». Capitale della chimica per una costellazione di piccole e medie aziende che operano nel settore, e terreno fertile di idee anche per il sistema universitario. «Qui c’è un mondo industriale pronto a raccogliere messaggi - sottolinea Inguscio - soprattutto sul tema della sostenibilità, e ci sono tante università con le quali già collaboriamo». Dalla Bicocca - con la quale è stato aperto anche l’istituto di scienze e tecnologie del plasma - al Politecnico di Milano, passando dalla Statale che ospita già nei suoi spazi alcuni ricercatori del Cnr. Città Studi diventa ancora più cruciale, anche se resta l’incognita del trasferimento delle facoltà scientifiche dell’Università degli Studi a Mind.

Il Cnr in tal caso che farà? «Presto per dirlo - risponde il presidente - anche se su strategie e collaborazioni il dialogo è sempre aperto». Al momento però ci si concentra sul potenziamento dei laboratori milanesi e sui numerosi progetti in corso: dall’utilizzo degli scarti della tostatura del caffè per produrre nuovi materiali a tecniche antiparassitarie per l’ulivo, passando dalla trasformazione dei rifiuti. «Stiamo misurando la febbre del pianeta», sottolinea il presidente del Cnr. Soddisfatti della strategia milanesi anche i rettori delle università. «Non può non trovarci d’accordo - sottolinea Ferruccio Resta, alla guida del Politecnico - prima di tutto perché si investe nella ricerca, e poi perché si investe a Milano e in Lombardia. È un riconoscimento forte: oggi il 70% della ricerca è in capo all’università». Piena condivisione anche per il tema scelto, «che è finito troppo spesso sul banco degli imputati - continua Resta - ma il tema della chimica e della chimica verde è strategico per le imprese e per l’ambiente. Noi abbiamo investito 40 milioni, proprio in Città Studi, per potenziare il nostro laboratorio di ingegneria chimica e presto partiranno i lavori». «Unire le forze della ricerca è la strategia - ribadisce Elio Franzini della Statale –, siamo felici di continuare la collaborazione col Cnr ed è giusto consorziare le università, creando poli unitari che portano sia risparmio sia avanzamento della ricerca scientifica». «Per continuare a essere competitivi, anche rispetto all’Asia, potenza di fuoco che sta investendo tantissimo, è fondamentale non solo condividere infrastrutture ma soprattutto persone, mettendo insieme il meglio che c’è - chiude Cristina Messa, rettore della Bicocca -. Il fatto che la chimica stia a Milano è la storia: è la storia della Montecatini, di Natta, della grande chimica italiana che ha ancora tantissime potenzialità e che per dispersione e frammentazione rischia di non avere il rilievo che ha»