LAURA LANA
Cronaca

Con la fine del Pnrr l’edilizia è una bomba sociale: "Ma la lotta sindacale continua a pagare..."

Settore diverso, stessi problemi. È un presente a tinte fosche quello che appare dalle testimonianze di lavoratori e delegati...

Settore diverso, stessi problemi. È un presente a tinte fosche quello che appare dalle testimonianze di lavoratori e delegati...

Settore diverso, stessi problemi. È un presente a tinte fosche quello che appare dalle testimonianze di lavoratori e delegati...

Settore diverso, stessi problemi. È un presente a tinte fosche quello che appare dalle testimonianze di lavoratori e delegati sindacali di Milano e hinterland. Per quanto riguarda l’edilizia, il futuro appare ancora più nero. "Si parla tanto di Intelligenza Artificiale, che andrà a erodere posti. Per il nostro settore può solo coadiuvare un lavoro che è fatto ancora dalle braccia e schiene di dipendenti che sono gli ultimi e i più fragili – spiega Andrea Perego –. È con la fine del Pnrr che migliaia di persone, con professionalità basse, saranno espulse dal mercato. A breve inizieremo a vedere le conseguenze e l’enorme difficoltà a ricollocare questa enorme massa. Bisogna iniziare a ragionare su come affrontare una bomba sociale".

Il trasporto pubblico locale soffre, non più in silenzio. "Fino a pochi decenni fa, oltre alla moda era questo il punto di forza di Milano. Era un orgoglio lavorare in Atm – racconta Umberto Di Rienzo Atm –. Dal 2019 c’è stato un decadimento. Con oltre 10mila dipendenti, questa azienda non è più attrattiva. Oggi sono i lavoratori, dopo il colloquio, a dire al datore ‘Le faremo sapere’". I problemi sono ormai noti. "Taglio delle linee di superficie, aggressioni al personale, scioperi selvaggi pure dalle sigle che non avevano rappresentatività in azienda".

Stipendi e welfare. "Tanti vivono nell’hinterland perché a Milano è impossibile e sono costretti a usare un mezzo proprio, sempre che sia di nuova generazione, per arrivare nel capoluogo – continua Di Rienzo –. Anche se Atm gestisce i posteggi, non ha fatto nulla per garantire i pass ai dipendenti. Metà stipendio va via per spostarsi".

Cinquemila conducenti, "si stanno perdendo forze anche tra funzionari. La situazione è emergenziale. Abbiamo avanzato varie proposte ad Atm, tra cui quella di farsi carico dell’affitto per i primi anni per i neo assunti". La lotta continua a pagare, come testimonia Valeria Lidia Radu, delegata della Fratelli Beretta di Trezzo sull’Adda, 800 lavoratori. "Oltre 350 solo nel mio reparto – precisa –. Con il rinnovo integrativo abbiamo portato a casa aumenti, più sicurezza, l’incremento di 1,80 euro sui ticket e di 300 euro di premio nel triennio. Chi ha più di vent’anni di esperienza e ha sempre avuto lo stesso livello ora potrà diventare tutor per formare nuovi ingressi".

Infine, 30 stabilizzazioni. "Noi della somministrazione siamo sempre alla ricerca della stabilità, anche economica. La precarietà fa male: destabilizza il lavoratore come cittadino".

Laura Lanamail: laura.lana@ilgiorno.it