
Elio Franzini, rettore dell’Università degli Studi di Milano
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Milano, 6 ottobre 2021 - "Ipotesi per ora, ma di una gravità senza precedenti per la Statale", il rettore Elio Franzini non lo nasconde, pur confermando "piena fiducia nel lavoro di tutti i nostri ricercatori". I carabinieri dei Nas di Milano ieri mattina si sono presentati anche nell’ateneo di via Festa del Perdono per sequestrare i verbali dei concorsi che - secondo l’accusa - sarebbero stati pilotati. Tra i 24 professori indagati in tutta Italia, 17 hanno (o avevano all’epoca dei fatti) una cattedra all’Università degli Studi di Milano. Tra loro Massimo Galli. Rettore, una doccia fredda? L’inchiesta è partita da un test di ingresso a Odontoiatria nel 2018 anche se ha preso poi tutt’altra piega... "Non sapevamo nulla. E non ho le ’carte’, soltanto l’elenco degli atti sequestrati. Sono profondamente dispiaciuto. Soprattutto per l’ottimo lavoro della nostra università, sia nella didattica che nella ricerca. E viene l’amaro in bocca dopo quello che i nostri medici e il nostro ateneo hanno fatto e stanno facendo per la pandemia". Il Sacco è al centro dell’inchiesta. "L’ospedale che ha fatto ancora più degli altri. E questo fa male. Con questo rinnovo la nostra massima collaborazione alla magistratura. Sono accuse che devono essere provate, lasciamo che le indagini facciano il loro corso. Mi auguro possano dimostrare l’estraneità dei colleghi". Ci sono altre indagini aperte, fra cui quella di Firenze, passata ora alla Procura di Milano, che contestano concorsi “creati“ ad hoc, in quel caso per Urologia. Il sistema di arruolamento non funziona? "Anche da questa inchiesta viene fuori il tema del reclutamento ed è un problema che la comunità accademica deve affrontare senza dubbio. Ma non adesso, a “caldo“. Perché non può essere una “scusa“, le regole allo stato attuale sono quelle e vanno rispettate. Ma a bocce ferme lo si dovrà affrontare sì, perché è serio non solo per la nostra università, ma per il sistema universitario italiano". Parla di «gravità senza precedenti». Perché? "Non esiste ateneo che non abbia di queste inchieste aperte, ma colpisce il numero di concorsi finiti sotto un’unica accusa e viene contestata l’associazione a delinquere. Siamo preoccupati, come ovvio". Tra i nomi spicca quello di Galli: è già partita la gogna sui social. .. "I processi si fanno nelle aule di tribunale, non adesso. E ovvio che se i nomi fossero stati tutti di illustri sconosciuti non ci sarebbe lo stesso clamore".