
di Monica Autunno
I volti e la fatica del fare impresa e del lavoro nei giorni del Covid e delle chiusure, il silenzio e lo straniamento dell’essere umano, ma anche i mille colori di una spiaggia d’estate, e una sezione di ritratti omaggio ai più grandi fotografi dell’età contemporanea, a Palazzo Pirola quattro mostre fotografiche in una, sotto l’egida della rassegna milanese “Photofestival“. Che quest’anno, l’anno del ritorno, ricorda a tutti che arte e bellezza possono, eccome, cambiare il mondo. Il titolo dell’evento, emblematico: "Ricominciare dalle immagini. Indagini sulla realtà e sguardi interiori".
Al vernissage (la mostra, anzi, le mostre, restano aperte al pubblico sino a fine mese, dal mercoledi alla domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19) le parole del direttore artistico del Photofestival Roberto Mutti: "Usciamo da una situazione di generale sgomento, dove per lungo tempo abbiamo perso i consueti punti di riferimento. Oggi i fotografi hanno ripreso a produrre progetti capaci di proiettarci in una dimensione di cui forse avevamo dimenticato l’importanza: quella della volontà creativa che dà senso alla vita. Della normalità". Il doppio registro del ritorno nelle immagini in mostra, nelle foto di decine e decine di artisti. L’isolamento e il silenzio per immagini, e come contraltare il colore e il disordinato affollarsi di una spiaggia, negli scatti toscani di Lorenzo Salvatori. I volti di grandi maestri dell’obiettivo, fra loro Franco Fontana, Mario Giacomelli e Lanfranco Colombi, ritratti da Giuseppe Candiani. E poi, accompagnate da un video di testimonianze, le fotografie dalla pandemia, miscellanea di scatti firmati da decine e decine di professionisti: la chiusura raccontata dal capannone di un’azienda, dai locali di un’associazione, in negozio o bottega, in istantanee dal mondo del volontariato e dell’impresa. "Scatti che risalgono ai giorni del lockdown - così la presentazione della sezione - e che, come le interviste, raccontano molto: il dramma della cassa integrazione. La mancanza di liquidità. La trasformazione dei processi produttivi. La rabbia verso le istituzioni. Ma anche la speranza di cambiamento, l’opportunità di ripensare il business. E soprattutto la dignità del lavoro, la solidarietà, la consapevolezza di essere comunità". La mostra "Ritratto sociale ai tempi del Covid" è stata promossa da Cna Fotografia e Video. Vi hanno aderito a suo tempo, e partecipato, professionisti emiliani e lombardi, toscani, veneti, con l’obiettivo di documentare lavoro "e non lavoro" al tempo del Covid 19.