
La curva dell'Inter svuotata dopo la notizia dell'omicidio dell'ex leader degli Ultras Boiocchi
Milano – Il filmato lo inchioda inequivocabilmente: c’era pure lui tra gli ultrà che la sera del 29 ottobre 2022 contribuirono a svuotare la Curva Nord dopo la morte del leader del tifo organizzato di matrice nerazzurra Vittorio Boiocchi, freddato sotto casa in via Fratelli Zanzotterra da due killer poi scappati a bordo di una moto di grossa cilindrata.
Ieri i giudici del Tar hanno confermato il Daspo di 2 anni notificato il 2 novembre dal questore Giuseppe Petronzi a un tifoso interista, respingendo il ricorso presentato dal suo avvocato.
I magistrati del Tribunale amministrativo hanno potuto visionare le immagini registrate dalle telecamere interne dello stadio Meazza, che hanno immortalato quanto successo all’intervallo della partita Inter-Sampdoria: "L’esame del video – si legge nelle motivazioni della sentenza – consente di verificare come il ricorrente abbia svolto un ruolo attivo nel costringere gli spettatori presenti a lasciare il secondo anello dello stadio, coartando la loro volontà e impedendo loro di fruire dello spettacolo sportivo, con il rischio non implausibile che lo spostamento in massa delle persone potesse mettere in pericolo la loro incolumità".
Poi il collegio presieduto da Antonio Vinciguerra si è concentrato sul concetto stesso di Daspo, il divieto di partecipare per un periodo più o meno lungo a manifestazioni sportive: "Il provvedimento può essere disposto nei confronti di chi, sulla base di elementi oggettivi, risulti aver tenuto una condotta finalizzata alla partecipazione attiva a episodi tali da porre in pericolo la sicurezza pubblica in occasione o a causa delle manifestazioni stesse, e dunque non solo nel caso di accertata lesione, in ottica di repressione, penalmente accertata, ma anche in caso di pericolo di lesione dell’ordine pubblico, in evidente ottica di prevenzione, come appunto nel caso delle condotte che comportino o agevolino situazioni di allarme o di pericolo".
Detto questo, il Tar ha stabilito che "le valutazioni e le conseguenti determinazioni della Questura" sono state messe in atto sulla base di "elementi e circostanze univoche, più che adeguate a sostenere il provvedimento impugnato".
Dopo lo svuotamento della Nord, un gesto che da molti fu letto come l’omaggio a un capo curva pregiudicato che aveva trascorso diversi decenni dietro le sbarre, la reazione di via Fatebenefratelli era stata rapidissima.
A meno di una settimana dai fatti, gli agenti della Digos avevano denunciato per violenza privata quattro ultrà "artefici dello sgombero coattivo", compreso colui che si è rivolto al Tar: un 52enne del Varesotto, pregiudicato, è stato daspato per 5 anni, mentre due anni di divieto sono stati imposti a due milanesi di 18 e 31 anni; infine, un anno è stato comminato a un ventiduenne incensurato.
Contestualmente, il Gruppo operativo di sicurezza della Questura, anche su indicazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, aveva imposto il divieto di accesso ed esposizione di striscioni, bandiere, megafoni e tamburi in Curva Nord per la partita Inter-Bologna del 9 novembre .