
La cantante mezzo soprano è scappata dall’Ucraina quando è cominciata la guerra. Rifugiata a Milano ha trovato casa al “Village“ di Borioli e ora ha ricominciato a cantare .
di Anna Giorgi
MILANO
Gli orrori della guerra che distruggono un sogno, quello della sua musica, coltivato e amato fino a raggiungere i teatri più prestigiosi di Kiev, come mezzo soprano. Poi la fuga disperata senza sapere che cosa sarebbe successo, quale futuro l’attendeva. Scappare dalla guerra per trovare la libertà e la possibilità di dare anche ai suoi bambini un futuro di pace. Con i due figli piccoli, da Donetsk, poi da Kiev, l’approdo in Polonia e infine a Milano.
É una storia a lieto fine quella di di Hanna Vasyutkevich, oggi 40 anni, arrivata a Milano tre anni fa, città in cui l’ha raggiunta il marito. Altra storia “forte“, non facile per un padre lasciare andare la famiglia.
"Quando è scoppiata la guerra, dall’Ucraina sono fuggita solo con i miei due bambini, il gatto e il cane a cui noi tutti siamo molto legati. C’era la chiamata alle armi e gli uomini non potevano lasciare il Paese, a meno che non avessero un figlio malato o una famiglia considerata numerosa, cioè con almeno tre figli, mentre noi ne abbiamo due".
Quindi Hanna affronta il viaggio della speranza, esce dai confini della sua terra e arriva in Polonia, dove rimane per oltre un mese, poi decide di provare a raggiungere l’Italia.
Sapevo che l’Italia è un luogo accogliente fatto di tanta solidarietà, i bambini non volevano lasciare i loro amici a quattro zampe e l’Italia è pet friendly. Così ha raccolto le energie, è partita e la sua forza l’ha premiata, Hanna è arrivata a Milano e con tenacia ha sistemato la famiglia, a fatica le redini della sua quotidianità, ma soprattutto ha ripreso quello che ama fare: cantare.
Ha ricominciato a studiare canto per le audizioni ed è arrivata fino all’Accademia della Scala. Un sogno costato tanta fatica che si è avverato.
"Ci vuole anche un po’ di fortuna - dice - ho messo i video dei miei spettacoli sui social, spiegando chi sono e cosa ho fatto e chiedendo anche un aiuto. Una donna mi ha intercettata e risposto. Suo marito era il direttore del coro del Teatro Lirico di Cagliari. Mi hanno offerto di andare lì per un progetto di due settimane, come corista.
Da Milano - continua - sono andata a Cagliari, e poi di nuovo sono tornata a Milano".
Qui Hanna e la sua famiglia, hanno trovato alloggio, nel “villaggio“ del Superstudio in via Negrotto, insieme ad altre 30 famiglie ucraine. E qui lei e i suoi figli hanno, intanto, ritrovato la serenità perduta.
"Poi - racconta - ho cominciato ad insegnare canto ai bambini e fatto tanti progetti anche di raccolta fondi per aiutare le famiglie ucraine rifugiate come me". Ed è proprio in questi spazi che la cantante si “allena“ oggi per i concerti. Il Superstudio Village della Bovisa è diventato a tutti gli effetti la sua casa. "Devo ringraziare Tommaso Borioli che mi ha dato la possibilità di restare qui in questo alloggio, all’inizio con altre famiglie.
Un luogo dove abbiamo ricreato un senso di famiglia. Per me è stato fondamentale anche ritrovare la serenità per ricostruire la mia vita".
All’interno di questa struttura che sta per diventare il quarto spazio per eventi, Borioli ha allestito anche una stanza con strumenti musicali e un pianoforte a coda.
In questi anni la famiglia si è ricongiunta, anche il marito di Hanna ha raggiunto Milano e trovato lavoro in una azienda di allestimenti per spettacoli teatrali. "In questi anni continua la cantante - ho avuto il tempo di trovare la mia stabilità. Di curare il mio canto.
Non è stato facile e non lo è nemmeno ora.
La mia vita ricomincia da qui, da Milano, dove vorrei restare, dove vedo il futuro mio e dei mie figli".
E sulla Scala dice: "per ora ho fatto progetti bellissimi sempre con l’accademia.
Una amica mi aveva detto che cercavano al coro, ho fatto l’audizione e pochi giorni dopo mi hanno comunicato che ero entrata. E ora ho un ultimo sogno. Arrivare ad esibirmi alla Scala con progetti stabili.
Ora possono dirlo, Milano è la mia casa".
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