L’introduzione dei dazi previsti dal governo Trump rischia di avere impatti negativi nei settori bevande (29,9% di quota export), pelletteria (15%), farmaceutica (14,3%), mobili (12,5%) e abbigliamento (10,9%). Una ricerca condotta da Cna Lombardia e realizzata dal Centro studi sintesi rielaborando i dati del Fondo monetario internazionale rileva che una guerra commerciale a colpi di dazi oltre a ridurre il Pil globale colpirebbe in particolare Usa e area Euro. "Rischiamo di andare verso una tempesta perfetta – spiega Giovanni Bozzini, presidente di Cna Lombardia – . La tensione reciproca sale e bisogna controllarla con estrema razionalità. Le imprese rischiano danni duraturi al proprio posizionamento competitivo. Per questo motivo il nostro territorio non deve perdere canali relazionali internazionali e una vocazione all’export che qualifica molta della nostra produzione". L’inasprimento delle politiche commerciali statunitensi potrebbe costringere molte imprese lombarde a rivedere le proprie strategie di internazionalizzazione. Da un lato, alcune aziende potrebbero cercare di diversificare i mercati di riferimento per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, ma dall’altro si teme che il rallentamento delle esportazioni possa portare a una diminuzione della produzione e, di conseguenza, dell’occupazione in settori cruciali per l’economia regionale. "Ci poniamo alcune domande – sottolinea Stefano Binda, segretario di Cna Lombardia –. La durezza di queste misure neo-protezionistiche troverà un momento di moderazione? Gli Stati Uniti hanno valutato appieno gli effetti di questa politica sul proprio Pil e sul proprio posizionamento globale? Non vogliamo che sulle nostre imprese si abbatta un nuovo tsunami economico, dopo quelli causati dalla pandemia di Covid e dalla guerra russo-ucraina".
Ro.Can.