
Davide Lacerenza arriva in tribunale per l'interrogatorio di garanzia, l'11 marzo 2025 (Ansa/Matteo Corner)
Milano – A due giorni dal suo ricovero all’ospedale Policlinico per un sospetto ictus, Davide Lacerenza è stato dimesso ed è tornato agli arresti domiciliari, dove si trova a causa dell’inchiesta sul presunto giro di droga, prostituzione e ricettazione che ruotava intorno al suo locale, “La Gintoneria di Davide”. L’uomo, che ha 59 anna, la notte del primo aprile aveva accusato “problemi neurologici”. Il sospetto dei medici era che si fosse trattato di un piccolo ictus o un’ischemia, ma non è mai stato in pericolo di vita.
A marzo 2025, un'operazione della Guardia di Finanza ha portato all’arresto di Lacerenza, titolare del locale, e della sua socia Stefania Nobile, con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, nonché di sfruttamento della prostituzione. Secondo le indagini coordinate dalla Procura milanese, i due avrebbero organizzato serate esclusive nel loro locale, offrendo ai clienti facoltosi pacchetti comprendenti champagne, cocaina ed escort, con costi variabili tra i 3.000 e i 10.000 euro a persona. In alcuni casi, le spese per questi servizi avrebbero raggiunto cifre considerevoli, come nel caso di un cliente che avrebbe speso oltre 640.000 euro tra il 2020 e il 2023.
Le attività illecite si sarebbero estese oltre l’ambito del locale principale. Per i clienti più abbienti, era disponibile un'area privata denominata “La Malmaison”, operativa dopo le due di notte, con un costo minimo di 5.000 euro a serata. Inoltre, venivano offerti servizi a domicilio, con la consegna di escort e sostanze stupefacenti direttamente presso le abitazioni dei clienti. Le indagini hanno anche rivelato il coinvolgimento di una minorenne tra le escort impiegate.
A seguito di questi eventi, il Questore di Milano ha revocato la licenza de “La Gintoneria di Davide”. Secondo gli inquirenti, Stefania Nobile, nota per precedenti vicende giudiziarie legate a truffe televisive insieme alla madre Wanna Marchi, avrebbe gestito l’aspetto economico-amministrativo del locale, mentre Lacerenza si sarebbe occupato dell’organizzazione delle serate e della gestione delle sostanze stupefacenti. Attualmente, entrambi si trovano agli arresti domiciliari in attesa di ulteriori sviluppi processuali.