
Raffaele Ventura oggi (a sinistra), Antonio Custra, l'agente ucciso in via De Amicis a Milano (a destra)
Milano – Un colpo di spugna sul passato, e sul mandato d’arresto europeo per Raffaele Ventura. L’ex appartenente alle Formazioni Comuniste Combattenti, che fu condannato per concorso morale nell’omicidio del 1977 del vicebrigadiere Antonio Custra a Milano, potrà tornare in Italia da uomo libero dopo oltre 40 anni trascorsi in Francia, dove è fuggito nel 1981. “I 10 in Francia braccati sono diventati nove”, ha spiegato il suo legale, l’avvocato Davide Steccanella. Il riferimento è all’operazione “ombre rosse“, che avrebbe dovuto riportare in Italia dieci ex terroristi rossi protetti per decenni dalla “dottrina Mitterand”, tra cui Ventura, per scontare la pena mai eseguita.
I giudici di Parigi, però, negarono l’estradizione, mandando in fumo l’accordo fra autorità italiane e francesi. E ieri è stato anche cancellato il mandato d’arresto europeo che pendeva su Ventura: effetto del provvedimento della Corte d’Assise d’appello di Milano che ha dichiarato estinta la pena per il 75enne per “decorso del tempo”, accogliendo l’istanza del legale e col parere favorevole della Procura generale. Ventura, quel giorno di 47 anni fa, era responsabile del servizio d’ordine di un collettivo e tra i militanti della sinistra extraparlamentare che manifestavano a Milano dopo l’omicidio della studentessa Giorgiana Masi a Roma
. Il 75enne venne condannato per l’omicidio di Custra come concorrente “morale”, mentre l’autore materiale fu Mario Ferrandi. Di quella giornata rimase iconica per tutti gli “anni di piombo” la foto di un giovane che per strada, a braccia tese, impugnava una pistola. Come si legge nel provvedimento dei giudici milanesi depositato a fine ottobre, il difensore nella sua istanza aveva premesso che Ventura “era stato condannato” con sentenza definitiva nel ‘96 a 22 anni e 8 mesi per l’omicidio e per altri reati.
Nel giugno 2021, poi, sempre la Corte milanese aveva già dichiarato “estinte” per “decorso del tempo senza che i provvedimenti di condanna” fossero “stati eseguiti, tutte le pene inflitte al Ventura salvo quella base” di 14 anni per l’omicidio. La Corte spiega nell’ultima decisione che ora “risulta integrato il presupposto temporale per l’estinzione anche” di quei 14 anni. Una norma, infatti, prevede che “la pena della reclusione si estingue col decorso di un tempo pari al doppio della pena inflitta e, in ogni caso, non superiore a trenta e non inferiore a dieci annì, tempo che decorre dal passaggio in giudicato della sentenza”.
Il verdetto divenne definitivo nel ‘96 e, dunque, sono trascorsi 28 anni, il doppio della pena inflitta. Nell’istanza il legale aveva ricordato come “il 28 aprile 2021, con un’operazione ad ampio risalto mediatico” erano stati eseguiti in Francia quei mandati d’arresto europeo. Ventura, però, si era presentato spontaneamente il giorno dopo alle autorità francesi, in attesa della decisione sull’estradizione. Ed era rimasto libero. Il 29 giugno 2022, era arrivato il provvedimento dei giudici di Parigi “con parere sfavorevole all’estradizione” per tutti “per violazione” della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. E il 28 marzo 2023 la Cassazione francese aveva bocciato il ricorso, negando così definitivamente l’estradizione per i dieci condannati che stavano in Francia grazie alla cosiddetta “dottrina Mitterrand”. Ieri, quindi, la sostituta pg di Milano Rossana Penna ha disposto, sulla base della cancellazione di quei 14 anni la revoca del mandato d’arresto europeo. “Ventura, condannato per la sparatoria della celebre foto e riparato in Francia dal 1981 – sottolinea l’avvocato Steccanella – ora potrà ritornare”.