Susanna
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Nel nostro Paese, il diabete colpisce fino all’8% delle persone sopra i 60 anni e fino al 10-12% dopo i 70 anni. Esistono alcuni fattori di rischio che possono essere corretti: stile di vita sedentario e cattive abitudini alimentari.
Altri sono più difficili da sorvegliare come altre malattie e relativi farmaci, cambiamenti correlati all’età nella produzione eo azione dell’insulina. Il diabete è un’alterazione dei valori di glicemia nel sangue, spiega la dottoressa Manuela Mapelli biologo nutrizionista e Ambassador di Fileni che va chiaramente a definirsi come una malattia metabolica e, con l’avanzare dell’età, si va incontro ad una predisposizione maggiore allo sviluppo della patologia.
Tutto ruota intorno ad un ormone importante come l’insulina: che viene prodotta in misura minore, e non corrispondente alle esigenze del metabolismo.
Il 14 novembre è la giornata mondiale del diabete, ed è di primaria importanza - spiega la dottoressa Mapelli- seguire una dieta normocalorica, a ridotto contenuto di zuccheri, ovvero ipoglicidica.
Tra i cibi alleati, tutti i cereali integrali, i legumi, la verdura ad esclusione delle patate. E’ consigliabile consumare almeno tre porzioni di pesce alla settimana preferenzialmente pesce azzurro (ricco di omega 3), le carni magre e bianche, sempre meglio se biologiche perché antibiotic-free e stesso discorso per le uova, è bene consumare grassi buoni, come l’olio extravergine di oliva, la frutta secca oleosa, e due porzioni di frutta al giorno.
Si ai dolcificanti naturali tipo la stevia. I cibi da evitare o da limitare il più possibile, comprendono i cibi raffinati, tutti gli zuccheri semplici, ed il miele, i dolciumi ad alto contenuto glucidico e lipidico, primi piatti mantecati, focacce e pizza e sostituti del pane come cracker grissini taralli, pane all’olio e strutto, ma anche le patate, gli insaccati, tutte le bevande alcoliche, come birra, vini e superalcolici i succhi di frutta e tutte bibite gasate ad alto contenuto zuccherino.