BARBARA CALDEROLA
Cronaca

Don Taglioretti fra i soccorritori del disastro: "Il primo pensiero fu per chi non c’era più"

Il parroco: "Una signora, seduta, senza scarpe, mi disse “Sto bene, ma abbiamo perso compagni di viaggio“"

Il parroco: "Una signora, seduta, senza scarpe, mi disse “Sto bene, ma abbiamo perso compagni di viaggio“"

Il parroco: "Una signora, seduta, senza scarpe, mi disse “Sto bene, ma abbiamo perso compagni di viaggio“"

Fra i soccorritori il giorno del disastro c’era anche don Marco Taglioretti, parroco della chiesa di San Giorgio. "Allestimmo subito un punto di accoglienza. Ricordo che offrii del tè a una signora, seduta, senza scarpe. Mi disse ‘Sto bene: ma abbiamo perso dei compagni di viaggio’. Il pensiero a chi non c’era più veniva prima di tutto il resto". Negli occhi l’incredulità per quel che restava del vagone killer: un parallelepipedo da 40 tonnellate rigirato su un fianco, con decine di persone intrappolate dentro. Intorno, pompieri, carabinieri e poliziotti che raccoglievano quel che restava di vite distrutte o segnate per sempre da un’alba terribile: zaini da studenti, borse da lavoro cappotti fatti a brandelli.

All’ingresso dello scalo di Limito le telecamere di videosorveglianza fissarono il principio della tragedia: una scia di scintille, traversine in frantumi e sassi che volavano come proiettili. I pioltellesi sono arrivati poco dopo e per giorni non si sono più fermati. "Tutti gridavano aiuto". La prima a raggiungere i binari, al buio, fu Adalgisa Carminati, responsabile della Croce Verde in città. "Trovarlo fu difficilissimo. Non si vedeva nulla. E capimmo subito che era necessario mobilitarsi in grandi numeri. Ci capacitavamo passo dopo passo della gravità della situazione. Fu terribile".

Claudio Dotti guidava la protezione civile. "Nell’emergenza tutto funzionò. In quei momenti l’adrenalina fa fare cose che non ti aspetteresti. Ma ricordo che quando tornai a casa mi rovinò tutto addosso. Il carico della giornata. Quello che avevo visto".

Bar.Cal.