NICOLA PALMA
Cronaca

Farmaci e alcol, lo sballo finisce sui social

Antidepressivi e cocktail alla codeina tra gli adolescenti. Poi le foto in rete

Gli scatti postati da giovanissimi che sui propri profili social

Milano, 12 marzo 2018 - Decine di boccette allineate sul comodino. Selfie davanti allo specchio del bagno con una scatola di antidepressivo in bella vista. Analgesici mescolati alla Sprite per dar vita a quella che negli Stati Uniti hanno ribattezzato «purple drank». Poi tutto finisce in Rete: video e foto condivisi in tempo reale per attirare il maggior numero possibile di like. Se ne trovano a decine sui social network, tutti postati da adolescenti milanesi: da Affori a Lambrate, fino al centro, la moda dello sballo on line non conosce differenze di quartiere né di estrazione sociale. Nei filmati, ed è questo l’aspetto più allarmante, compaiono sempre più spesso confezioni di medicinali che in Italia si possono acquistare in farmacia solo dietro prescrizione medica e che invece i ragazzi maneggiano come niente fosse sul divano di casa o su una panchina al parchetto. A cominciare dall’Alprazolam (peraltro citato da un noto rapper in una canzone che non a caso spopola sui profili in questione), benzodiazepina utilizzata per tenere a bada attacchi di panico e disturbi d’ansia. È lo Xanax, per dirla nella versione più conosciuta e commercializzata, che può avere effetti devastanti se ingerito con l’alcol: in sostanza, l’abbinata amplifica gli effetti sedativi e ipnotici, con pericolo di depressione respiratoria.

È una sostanza che in più fotogrammi finisce associata ai cocktail a base di codeina (bibita gassata più sciroppo per la tosse): il mix, in gergo, viene chiamato «Xnx Cod» o «Xnx Codein». Non manca l’ossicodone, che nella terapia del dolore viene abitualmente assunto dai malati terminali di cancro per lenire le ultime sofferenze e che i tossicodipendenti ingurgitano per avere un effetto quasi raddoppiato rispetto all’eroina. Come se lo procurano i minorenni? Nel marzo scorso, i carabinieri della Compagnia di San Donato ne avevano sequestrato 2mila pasticche a due iracheni che si appostavano davanti alle scuole dell’hinterland – da Peschiera Borromeo a San Giuliano – per smerciarle ai liceali. In realtà, sembra che i giovanissimi siano perfettamente in grado di procurarselo da soli: basta dare un’occhiata alle pagine di alcuni di loro per trovare link a siti stranieri che vendono liberamente farmaci, con tanto di offerte in caso di ordinazioni massicce e indicazioni precise sulle modalità di consegna a casa. E così ogni dettaglio si propaga sul web, tra decine di amici e conoscenti che a loro volta fanno da cassa di risonanza.

Un fenomeno che fino a qualche tempo fa era limitato solo ad alcune categorie di internauti, ad esempio i writer vandalici: «Come accade nel mondo del graffitismo – ragiona l’esperta Fabiola Minoletti – si rivela questa tendenza a lasciare traccia delle proprie azioni sui social». Un trend che giocoforza «scatena emulazione e voglia di cercare esibizioni che colpiscano sempre di più». Con il rischio, tutt’altro che calcolato, di andare ben oltre il limite solo per una manciata di visualizzazioni in più.

nicola.palma@ilgiorno.net