REDAZIONE MILANO

Caso Fedez e Cristiano Iovino, pm: “Non fu una rissa, ma il pestaggio di un gruppo contro un’unica persona”

La procura ha chiesto l’archiviazione perché non si configura il reato di rissa e perché il personal trainer non ha sporto denuncia

Fedez e il personal trainer Cristiano Iovino

Fedez e il personal trainer Cristiano Iovino

Milano, 2 aprile 2025  – “Nessuno scontro tra gruppi contrapposti, bensì un gruppo contro un'unica persona offesa” dunque non si può contestare la rissa, mentre viene meno l'ipotesi di percosse “non essendovi agli atti certificati medici che stabiliscono con certezza una tipologia di lesioni o una prognosi” e “non risulta essere stata sporta idonea querela”. È quanto è emerso nella richiesta di archiviazione (di cui si è già dato conto a metà febbraio) della Procura di Milano per Federico Lucia, in arte Fedez, indagato per la presunta aggressione ai danni del personal trainer Cristiano Iovino nell'aprile del 2023. Stessa istanza anche per l'ex bodyguard del rapper Christian Rosiello, ultrà della curva Sud di San Siro.

Approfondisci:

Fedez e Cristiano Iovino, cosa si vede nel video integrale del pestaggio del personal trainer

Fedez e Cristiano Iovino, cosa si vede nel video integrale del pestaggio del personal trainer

La presunta aggressione, il cui video è stato mostrato ieri in aula nel processo a carico di tre ultras rossoneri, tra cui lo stesso Rosiello, indagati nella maxi inchiesta sulle curve del Meazza, sarebbe avvenuta in due fasi. Dapprima all'interno della discoteca The Club e successivamente nei pressi dell'abitazione di Iovino in via Traiano, zona CityLife, quando un gruppo di persone era sceso da un van e gli si era scagliato contro. Lo scorso maggio, Fedez e Iovino avevano raggiunto un accordo transattivo. Sulla richiesta della procura dovrà ora decidere un giudice per le indagini preliminari.