
La sede milanese serrata immortalata dai driver in sciopero
Milano, 14 ottobre 2016 - La protesta dei driver di Foodora, in "sciopero" contro gli stipendi considerati troppo bassi, arriva da Torino a Milano. Questo pomeriggio decine di lavoratori della società tedesca che offre il servizio di consegna dei pasti a domicilio in bici tramite app, con sedi nei due capoluoghi regionali del Nord Italia, si sono dati appuntamento al Cox, il centro sociale di via Conchetta, per decidere come proseguire la loro mobilitazione iniziata domenica scorsa nella città della Mole, dove avevano incrociato le braccia contestando la paga troppo bassa (meno di 3 euro a pasto consegnato). E senza riprendere più il servizio, in attesa di risposte dalla società.
Prima di ritrovarsi al Cox anche per incontrare e confrontarsi con i colleghi milanesi (che guadagnano leggermente di più, sui 5 euro a consegna), i fattorini di Foodora si sono recati alla sede di Foodora Milano, in via Macedonio Melloni "che era chiusa serrata - spiegano sul loro gruppo Facebook - A questo punto sembra chiara la strategia della direzione, scappare ad oltranza, non si sa bene per andare dove". Chiaro riferimento a quanto successo sul versante torinese nelle ultime ore. Come spiegano ancora sul social network. Ieri, giovedì, era "l'ultimo giorno a disposizione per fornirci una risposta alle richieste da noi avanzate all'incontro di lunedì pomeriggio. Foodora" non avrebbe inviato "alcuna comunicazione e non rispondendo a telefonate e messaggi. Non paga di ciò - dicono ancora i driver - ha deciso di divulgare a mezzo newsletter aziendale la propria proposta alle ore 00:02". In soldoni: si passa "da 2,70 euro netti a consegna a 3,70 euro", si dovrebbe accelerare "l'attivazione delle convenzioni per le riparazioni delle bici" e verrà riorganizzata "la comunicazione interna".
"Inutile dire che sono condizioni inaccettabili - scrivono ancora i lavoratori in mobilitazione - oltre che incredibilmente offensive e irrispettose nei confronti di noi tutti, visto e considerato che abbiamo esaustivamente spiegato che l'abolizione del Co.co.co. e del cottimo sono punti imprescindibili della nostra battaglia". In più alle 11.40 io driver hanno saputo dalla "direzione via mail che la loro proposta è tutto ciò che possono offrirci e che quindi, citando dal nostro comunicato, non ci sono i presupposti minimi per intavolare una trattativa. Implicitamente quindi ci stanno anche dicendo che l'incontro", previsto per mezzogiorno a Torino "salta". Tornando al capoluogo lombardo, i fattorini, giunti nel primo pomeriggio, rilanciano la protesta. Dopo un nuovo incontro mancato nella sede milanese di Foodora, l'assemblea di via Conchetta. Domenica, presidio in piazza Castello a Torino. Nel frattempo, il ministero del Lavoro - secondo quanto si apprende - avvierà degli accertamenti sulla vicenda.