
Operazione di Mobile e commissariati per contrastare la “baby criminalità“. Il pusher di via Pascarella, il seriale col canne mozze e il rapinatore col coltello.
"Siamo pienamente consapevoli del fenomeno: non lo sottovalutiamo, cerchiamo di contrastarlo giorno per giorno. Non riguarda solo Milano, ma è legato a una fascia di età che incide soprattutto sui ragazzi stranieri, minori non accompagnati o nel frattempo divenuti maggiorenni, che rispondono alle logiche della strada e che vivono sul nostro territorio senza riferimenti familiari". Le parole del dirigente della Squadra mobile Alfonso Iadevaia restituiscono il senso della maxi attività di polizia che tra giovedì e domenica della scorsa settimana ha acceso una volta di più i riflettori sulla criminalità giovanile, quella che nel gergo comune viene etichettata con il termine (spesso abusato e a volte fuorviante) di "baby gang" e che negli ultimi giorni è tornata a far paura con i due raid di Cascina Merlata e viale Romagna (in entrambi i casi le indagini sono a buon punto). Il bilancio dei blitz (dalle zone centrali della città alle periferie più problematiche) parla di 27 arrestati e 25 denunciati: tra loro non ci sono under 18 (225 identificati su 1.889), ma la presenza capillare degli agenti, coordinati dal Servizio centrale operativo (Sco), ha comunque lanciato un ulteriore avviso ai naviganti. Sequestrati in tutto più di 8 chili di droga e 50.765 euro.
L’arma in casa
I Falchi della Mobile, coordinati dal funzionario Filippo Bosi, hanno scovato un fucile a canne mozze e 25 cartucce calibro 16 (nonché 90 grammi di coca, anfetamine e Mdma) nell’appartamento di Novate Milanese di Omar L., trentaquattrenne con profilo da rapinatore seriale: già condannato tra 2011 e 2017 a una pena complessiva di 9 anni e 6 mesi, nel suo curriculum criminale figurano assalti armati a centri di telefonia, supermercati, uffici postali e banche (due colpi nel 2010 in piazza Gasparri e via Cenisio).
Il rifornitore dei “cavallini”
Venerdì sera, gli specialisti dell’Antispaccio si sono appostati fuori da uno stabile di via Pascarella, forti di una segnalazione sul presunto fornitore dei pusher della zona di Quarto Oggiaro. A un certo punto, hanno visto uscire il ventitreenne Giancarlo S.: il ragazzo è salito sull’auto del cinquantanovenne Massimo C., che verosimilmente era lì per fare il carico di dosi da distribuire ai “cavallini”. Appena si sono accorti dello scambio droga-soldi, i poliziotti in borghese sono intervenuti e hanno bloccato entrambi: nei sotterranei del palazzo, è stato trovato un mini-laboratorio con 600 grammi di cocaina, bilancini, frullatori e 1.200 euro; a valle della direttissima, Giancarlo S. è stato portato a San Vittore.
I ladri dei Navigli
Sempre venerdì, gli agenti specializzati nella caccia ai borseggiatori si sono imbattuti in un gruppo di ladri formato da tre uomini (due cubani di 27 e 47 anni e un peruviano di 22) e una donna cubana di 23 anni. Arrivati davanti a un bar di via Corsico, due sono rimasti in strada a fare da "pali", mentre i due complici sono entrati nel locale: lì hanno sostituito lo zaino di un quarantanovenne (che custodiva un Mac da 1.300 euro) con una borsa vuota. Gli investigatori della Mobile hanno assistito alla scena e hanno fermato i quattro, restituendo la refurtiva al legittimo proprietario (che non si era accorto di nulla).
Il recidivo in giro col coltello
E arriviamo a domenica mattina, quando un passante ha segnalato al 112 la presenza di un uomo armato di coltello sulla pista ciclabile che corre lungo il Naviglio Martesana. Pochi minuti dopo, alle 10.08, il titolare di un bar di via Gioia ha attirato l’attenzione dei poliziotti della Volante del commissariato Greco Turro, guidati dal dirigente Carmine Mele: "Hanno appena cercato di rapinarmi", il racconto concitato. L’aggressore era ancora dentro, con la lama in pugno: gli agenti sono riusciti a disarmarlo e ammanettarlo, nonostante le gomitate sferrate dal trentasettenne iraniano Sajad M. Dalle verifiche in banca dati, è emerso un recentissimo precedente: il 18 febbraio era stato già arrestato per resistenza, oltraggio e porto di armi perché camminava in Centrale con due cocci di bottiglia in mano.
Nicola Palma