
Giovanni Sala, 34 anni, morto nella notte tra il 19 e il 20 agosto 2023 davanti alla sede di Sky a Rogoredo
Milano, 26 marzo 2025 – Andranno a processo in Corte d’Assise con l’accusa di omicidio preterintenzionale le due guardie giurate che, nella notte tra il 19 e il 20 agosto 2023, intervennero per bloccare Giovanni Sala, 34 anni, davanti alla sede di Sky a Rogoredo.
Sala, come appariva chiaro anche dalle immagini riprese dalle telecamere era “in evidente stato di alterazione”, quando tentò di entrare nelle sede della emittente televisiva e fu bloccato dalle guardie.
Morirà poi per arresto cardiaco, dopo essere stato tenuto a terra con un ginocchio sulla sua schiena per più di un minuto.
L’udienza
La decisione, al termine dell’udienza preliminare è della gup Patrizia Nobile, che ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio per i due imputati di 46 e 64 anni formulata dal pm di Alessandro Gobbis e fissato la prima data del processo per il 19 maggio davanti alla Corte d’Assise.
Nel processo sono parti civili i familiari di Sala, cioè i genitori, il fratello e gli zii del 34enne, rappresentati dagli avvocati Andrea Orabona e Giulia Piva, che chiedono verità e giustizia. Il 34enne palermitano, con problemi di tossicodipendenza, da qualche anno si era trasferito nella casa della madre a Germignaga, nel Varesotto. Un’esistenza difficile, con lunghi periodi trascorsi sulla strada, fino a quella tragica notte nei pressi dell’ex “boschetto della droga“ e delle nuove aree di spaccio a Rogoredo.
La ricostruzione
Nel procedimento è stata citata come responsabile civile la società Italpol Vigilanza, per la quale gli imputati lavoravano. Secondo la ricostruzione degli inquirenti nelle indagini della Squadra mobile, bastò un ginocchio sulla schiena, per poco più di un minuto, in un fisico già debilitato, per provocargli la morte, Sala si sentì male subito e a quel punto, quando arrivarono i soccorsi, non ci fu più nulla da fare.
La Procura, dopo gli accertamenti, aveva modificato l’accusa da omicidio colposo a preterintenzionale. Per il pm, in quell’azione nei confronti di Sala i due vigilantes diedero “sfogo ad istinti violenti e inutilmente prevaricatori”.
L’uomo, che aveva assunto alcol e droga, fu immobilizzato in modo violento, quando non c’era “alcuna necessità di tutelare persone o cose da pericoli concreti”. Sala, scrive il pm, urlava frasi sconnesse come “mi stanno inseguendo, chiamare police”. Le due guardie giurate sono difese dagli avvocati Camilla Urso e Sandro Clementi.