
"Non ho parlato con nessun giornalista né riferito alcunché del contenuto delle mie dichiarazioni. Non ho lanciato nessuna accusa contro il mio ospedale o contro il “sistema Sacco”. Ho risposto alle domande dei magistrati, attenendomi rigorosamente al segreto come deve fare un testimone in Procura". Lo precisa la microbiologa Maria Rita Gismondo, "in merito a quanto letto su diversi giornali" dopo esser stata sentita mercoledì dai pm Luigi Furno e Carlo Scalas per l’inchiesta sui presunti concorsi universitari truccati che vede, tra i 24 indagati, l’infettivologo Massimo Galli, suo collega al Sacco dove la professoressa dirige il laboratorio di Microbiologia, virologia e bioemergenze. Secondo i magistrati, l’opposizione della Gismondo, che avrebbe minacciato "di rivolgersi all’autorità giudiziaria", avrebbe impedito a Galli di pilotare, insieme al dg Alessandro Visconti e alla professoressa Manuela Nebuloni, una procedura per quattro biologi a tempo determinato in modo da favorire "due candidate".