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Hacking Team attaccata, Vincenzetti in procura per audizione davanti al pm

L’attacco hacker subito dalla società Hacking Team ha «risparmiato» sistemi «in grado di combattere il fenomeno del terrorismo apprezzati da tutti i governi occidentali». Lo ha spiegato proprio Vincenzetti, al termine dell’audizione

Hacker

Milano, 14 luglio 2015 - Il pm di Milano Alessandro Gobbis, ha sentito nel suo ufficio David Vincenzetti, ad di Hacking Team, la societa’ vittima nei giorni scorsi di un attacco informatico che ha portato alla sottrazione di milioni di documenti custoditi nel server dell’azienda, ed alla rivelazione di parte del codice sorgente di Galileo, il pacchetto usato da piu’ di 40 governi. Vincenzetti era stato convocato per dopodomani dal pubblico ministero, che voleva sentirlo come parte offesa nell’ambito dell’indagine partita da una sua denuncia contro alcuni ex dipendenti che avevano costituito una societa’ di sicurezza a Malta e che il manager accusa di aver ‘rubato’ il codice sorgente di Hacking Team.

In questa indagine, ci sono sei indagati, tra ex dipendenti ed ex collaboratori di Hacking Team, ai quali vengono contestati i reati di acceso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto industriale. Il pm ha deciso tuttavia di anticipare ad oggi l’audizione. Vincenzetti è stato accompagnato dall’avvocato Mario Zanchetti, che lo assiste in quanto parte offesa.

Nel frattempo due ex dipendenti di Hacking Team indagati nell’inchiesta hanno presentato al pm di Milano una richiesta formale di essere sentiti nei prossimi giorni. Sono Guido Landi e il cittadino libanese Mostapha Maanna, entrambi tra i dipendenti ‘fuoriusciti’ dalla società nel giro di pochi mesi a partire dal marzo 2014. Una ‘fuga’ che aveva insospettito Vincenzetti il quale nella querela, presentata nelle settimane scorse, ipotizza che i due abbiano messo in piedi delle attivita’ a partire dal codice sorgente di Hacking Team.

L'AUDIZIONE - L’attacco hacker subito dalla società Hacking Team ha «risparmiato» sistemi «in grado di combattere il fenomeno del terrorismo apprezzati da tutti i governi occidentali». Lo ha spiegato proprio Vincenzetti, al termine dell’audizione in Procura a Milano. Secondo il fondatore della società l’attacco «non comprende le idee più innovative» di Hacking Team, tra cui un sistema che «permette di violare i forum nascosti su internet che l’Isis e altri estremisti utilizzano per la propria operatività». Forum dove, ha spiegato Vincenzetti, «compaiono ad esempio gli ingredienti e le istruzioni per realizzare le bombe».

«Se il cliente ha seguito le nostre indicazioni non ci sono problemi per la sicurezza: è stata rubata solo una parte delle sorgenti». Lo ha spiegato l’amministratore di Hacking Team David Vincenzetti, al termine dell’audizione, durata circa 5 ore, nell’ufficio del pm di Milano Alessandro Gobbis. «Abbiamo dato indicazioni ai clienti - ha proseguito - che permetteranno di rimettere tutto in sicurezza con il prossimo update».

«È possibile che certi Paesi non siano stati abilitati a utilizzare il nostro prodotto o che nel momento in cui ci sono arrivate delle raccomandazioni da parte dell’Unione Europea è stato sospeso il supporto del prodotto». Lo ha spiegato l’amministratore delegato di Hacking Team, David Vincenzetti, rispondendo a una domanda sull’utilizzo dei programmi prodotti dalla società da parte di Paesi che sarebbero responsabili di violazioni dei diritti umani. La società, secondo quanto ha spiegato il fondatore di Hacking Team, in passato avrebbe quindi già «interrotto il supporto» dei software forniti ad alcuni Paesi, tra cui Sudan ed Etiopia.