REDAZIONE MILANO

I fedelissimi di Orazio. L’assaggiatore fidato e Masha la contabile

Le regole ferree: telefoni spenti e monitor a casa

I sigilli dei carabinieri alla ditta di demolizioni di via Girardengo intestata al fratello di Francesco Orazio Desiderato

I sigilli dei carabinieri alla ditta di demolizioni di via Girardengo intestata al fratello di Francesco Orazio Desiderato

Il loro ruolo era fondamentale per Francesco Orazio Desiderato, ai domiciliari dal 2016 per motivi di salute e autorizzato a uscire di casa solo per due ore al giorno. Conseguenza: il broker doveva giocoforza affidarsi a una rete di fidatissimi collaboratori (che spesso e volentieri parlavano male di lui) per portare avanti i suoi affari. A cominciare dalla "fidata segretaria", la trentatreenne russa Maria Savelieva alias Masha: la donna, si legge negli atti, "si occupava della contabilità della ditta “Autodemolizioni di Desiderato Giuseppe” (fratello di Orazio finito ai domiciliari, ndr) e delle operazioni sul conto corrente della stessa, seppur priva di delega a operare".

Per gli investigatori, aveva la piena fiducia del narcotrafficante ed era pienamente consapevole del "progetto delittuoso" del suo capo. Tutto ruotava attorno alla ditta di via Girardengo 1/6, a Bruzzano: lì Desiderato incontrava al mattino gli acquirenti, che indirizzava nel tardo pomeriggio in via Bramantino per la consegna della droga da parte del custode Alessandro Martone. Tra macchine da rottamare e pezzi di ricambio, valeva la legge di Orazio. Regole ferree per tenere lontani occhi e orecchie indiscreti: continui controlli dei veicoli per stanare microspie e gps, incontri esclusivamente di persona e in spazi ampi, telefoni rigorosamente spenti.

Quando il cinquantenne se ne tornava nel suo appartamento di Barlassina (acquistato da prestanome accanto alla villa che gli è stata confiscata qualche anno fa), non perdeva mai di vista la ditta che ha tirato su dal nulla, come ha rivendicato in un colloquio intercettato con Emanuele Flachi. Se ne accorsero i carabinieri la notte del 28 luglio 2022: durante una perquisizione, i militari trovarono un iPad con lo schermo acceso, connesso alla rete wifi, "con il quale l’indagato poteva visionare da remoto le telecamere del suo demolitore, e in particolare dell’ingresso". Tra coloro a cui l’uomo dei Mancuso proprio non poteva rinunciare figura pure il nome di Valerio S., 67 anni, "che si occupava di testare la qualità delle sostanze stupefacenti nelle abitazioni nella disponibilità di Massimiliano Crocco". Un po’ come il Sorcio della banda della Magliana. "Credo che Desiderato non l’abbia mai visto di persona, ma Desiderato raccomandava a Crocco di far provare la cocaina sempre allo stesso drogato – la ricostruzione del collaboratore di giustizia Claudio Agostino Romeo –. Lui prendeva un po’ di campioni dai pacchi di cocaina: non percepiva soldi per quello che ho visto io, ma sicuramente portava via qualche grammo di cocaina da ogni singolo pacco". Nelle conversazioni, S. utilizzava un linguaggio criptato per dare i giudizi sullo stupefacente appena sniffato: "Il secondo antibiotico non è andato giù, senza guarirmi... eh mi raccomando... mi fanno rafforzare ancora il naso".

N.P.