MARIANNA VAZZANA
Cronaca

Galleria imbrattata, i raid sui tetti sono realtà da mesi: sui social i video delle incursioni

Giovani “a passeggio“ in cima alla Galleria, immortalati su scalette e passerelle a due passi dalla Madonnina. Centro senza pace: danneggiati il monumento equestre in Duomo, Porta Ticinese e le Colonne di San Lorenzo

Il cornicione della galleria Vittorio Emanuele vandalizzato

Milano – Un ragazzo apre una portafinestra e in un attimo è affacciato a un balcone a un passo dalla Madonnina. Altri si incamminano sui tetti della Galleria, salgono su scalette di ferro e attraversano le passerelle accanto alla volta del Salotto buono, visto dall’alto. Sospesi tra i vetri e il cielo. I video che da mesi compaiono su profili Instagram di giovanissimi, maschi e femmine, mostrano quanto sia facile accedere a questo angolo del cuore di Milano, indisturbati. Senza che nessuno li fermi e senza alcun allarme. E l’imbrattamento di lunedì sera ad opera di tre vandali rimasti ignoti, che hanno preso di mira una porzione di muro sopra l’arco della Galleria, è solo l’ultima azione, più eclatante, culminata con uno sfregio a colpi di vernice.

Fabiola Minoletti del Coordinamento Comitati Milanesi, che segue il fenomeno, aveva segnato già in primavera una serie di video comparsi in rete che mostrano gli accessi di giovani fino alla cima della Galleria passando dai tetti. E se lunedì sera lo sdegno di turisti e milanesi si è sentito, evidente nei fischi che si ascoltano nei video della “performance“ circolati on line, alla luce del sole, quando le scritte erano del tutto visibili, le reazioni di condanna si sono moltiplicate anche on line.

Da scartare la matrice politica o ambientalista, in base a quanto emerso finora: si tratterebbe di vandalismo puro. Le indagini della polizia locale per individuare i responsabili sono in corso. Ma il raid di lunedì ricorda l’ultimo attacco a un monumento del centro, anzi un duplice raid: l’imbrattamento di vernice del monumento equestre dedicato a Vittorio Emanuele II in piazza Duomo, a cura degli attivisti di Nuova Generazione per la campagna “Non paghiamo il fossile“. Primo atto, lo scorso 9 marzo, quando parte del cavallo è stata sporcata con vernice gialla. Per dare il via ai lavori di pulizia (non immediati, perché si tratta di un monumento che ha comportato l’attivazione di una procedura specifica), l’area è stata recintata lo scorso 29 giugno, data in cui il Comune ha avviato, a spese di un privato donatore, le operazioni di ripristino. Secondo atto, il pomeriggio del 27 luglio quando tre ragazzi appartenenti al collettivo ambientalista hanno spruzzato altra vernice sul telo che circonda temporaneamente il monumento. "Il telo – così è stato motivato il gesto – vuole far dimenticare noi e l’orrore del collasso che stiamo vivendo. Non tornerà tutto come prima, le conseguenze del surriscaldamento del pianeta sono irreversibili". Sei attivisti del movimento sono poi stati denunciati dalla Digos.

Vandali scatenati nel cuore della città anche tre settimane fa, quando ignoti hanno deturpato l’antica porta Ticinese medievale e alcune delle colonne di San Lorenzo sfregiandole con scritte a colpi di bombolette spray. “Imy“ è una delle firme scritte in rosso sugli antichi blocchi di pietra. Sulle colonne, dei segni blu che sembrano punti interrogativi; pure insulti, dichiarazioni d’amore, nomi e altro. Sulle sedute di pietra, poi, la scritta “Ole“. E già le opere di street art accanto alla chiesa di San Lorenzo vengono continuamente prese di mira. Senza contare che a luglio di 6 anni fa tre turisti francesi erano stati denunciati per deturpamento e imbrattamento aggravato dopo aver sfregiato con vernice arancione una lapide nel muro delle Colonne di San Lorenzo risalente al 167 d.C. Insomma, non c’è pace.