GIAMBATTISTA ANASTASIO
Cronaca

In Consiglio per il Fine Vita. Fontana al posto di Bertolaso. Ira di FdI: non ci fermeremo

Ai meloniani non piace la decisione del governatore di riferire in Aula "Dibattere con il presidente è politicamente più rilevante che con l’assessore". Nessun passo indietro. La risposta all’interrogazione prevista per l’11 marzo.

L’assessore Guido Bertolaso e il presidente della Regione Attilio Fontana

L’assessore Guido Bertolaso e il presidente della Regione Attilio Fontana

In Fratelli d’Italia c’è chi ritiene che a questo punto possa essere politicamente conveniente ciò che politicamente conveniente non è mai o quasi mai: rendere palese lo scontro interno alla coalizione di governo, andare pubblicamente allo scontro con Attilio Fontana senza più nasconderne le ragioni. Detto altrimenti: quel che finora è accaduto al chiuso di alcune riunioni della Giunta regionale, rischia ora di accadere in Consiglio regionale. La data è quella di martedì 11 marzo. Quel giorno, salvo sorprese, il presidente della Regione riferirà all’Aula del Pirellone sul primo caso di suicidio medicalmente assistito autorizzato dalla sanità lombarda, sul Fine Vita. Il sollecito arriva da un’interrogazione di maggioranza, fatto già di per sé irrituale, per l’esattezza dall’interrogazione presentata sul tema da Matteo Forte, consigliere regionale ciellino di FdI nonché relatore di maggioranza sulla proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi subito“. A far definitivamente infastidire una parte del primo partito di maggioranza è stata proprio la scelta di Fontana di assumersi l’onere e l’onore di rispondere al Consiglio in sostituzione dell’assessore regionale competente in materia, quello al Welfare, manco a dirlo: Guido Bertolaso.

"Appare a tutti chiaro – sottolineano allora alcuni esponenti di Fdi – che un conto è aprire un dibattito in Consiglio regionale con un singolo assessore, perlopiù dal profilo tecnico. Altro conto è andare pubblicamente al contradditorio con il presidente della Giunta": ecco, è proprio questo che non è mai politicamente conveniente per alcuna coalizione di governo, di destra o di sinistra che sia. "È evidente – proseguono altri esponenti di FdI facendo un passo piàù avanti – la volontà di disinnescare il dibattito, di indurci a più miti consigli". Da qui la valutazione in corso da giorni tra i meloniani: "Volevamo un momento di verità – spiegano –. Lo volevamo prima di tutto per preservare il rispetto che si deve ad un Consiglio regionale che, dopo essersi pronunciato per la non competenza della Regione in fatto di Fine Vita, è stato tenuto all’oscuro delle decisioni dell’assessorato e del tutto delegittimato. Su questo punto siamo sotto il minimo sindacale. Lo volevamo – il momento verità – su questioni tecniche, puntuali, procedurali: quelle che di solito competono all’assessore titolare della delega e responsabile dei comitati e altri organismi interni al suo assessorato. Ora viene a riferire Fontana, che facciamo?".

La risposta arriva subito dopo: "Andiamo avanti. Considerate pure le dichiarazioni rese dal governatore in questi giorni, a questo punto è politicamente conveniente palesare alcune cose". Stavolta il riferimento è alle dichiarazioni con le quali Fontana ha rivendicato la decisione presa sottolineando che non si poteva decidere diversamente e dando pubblica garanzia che altri eventuali casi saranno trattati alla stessa maniera. In FdI, però, si indica un fatto su tutti, anzi un antefatto: "È questo – dicono – che più ci ha fatto inviperire". Si allude, allora, ad un vertice di maggioranza tenutosi nei mesi scorsi, prima che il Consiglio regionale si esprimesse in favore della pregiudiziale di incostituzionalità, proprio per concordare quale linea tenere in Aula. Stando a quanto viene raccontato, sul tavolo furono messe tre opzioni: lasciare libertà di coscienza ai consiglieri, approvare una legge regionale minima, che disciplinasse semplicemente le modalità di accertamento delle condizioni di salute del malato e qui si fermasse, e, infine, la pregiudiziale. "Fu Fontana – raccontano da FdI – a sostenere che fosse la pregiudiziale la via più indicata. Da noi c’era chi riteneva meglio l’opzione due. Il Consiglio si attenne alla linea. E ora Fontana l’ha delegittimato".