GIULIA BONEZZI
Cronaca

Incendio nella casa di riposo, gli intossicati in 15 ospedali. Due anziani gravissimi intubati al Policlinico

Il piano per dare assistenza ai pazienti: solo in sei hanno trascorso la notte in un reparto. Inagibile l’edificio di via dei Cinquecento, ospiti trasferiti al Trivulzio e in altre strutture.

La maxi emergenza Gli intossicati in 15 ospedali Due anziani gravissimi intubati al Policlinico

I più gravi sono un uomo di 62 anni e una donna di 87 affetta da Alzheimer, sedati e intubati al Policlinico di Milano. Soprattutto lui avrebbe subito danni seri dall’intossicazione che ha ucciso quattro dei sei anziani morti nell’incendio divampato giovedì notte alla Rsa Casa dei Coniugi e ne ha mandati in ospedale 75, oltre a sei operatori della struttura visitati e dimessi già in mattinata dall’ospedale Niguarda. Un altro dei quindici ospedali in cui sono stati distribuiti i feriti in base al piano per le maxiemergenze, tra la città (Fatebenefratelli, Sacco, San Paolo, San Carlo, San Raffaele, Città Studi, oltre alla Ca’ Granda e al Grande ospedale metropolitano), l’hinterland (Melegnano, Sesto San Giovanni, Bassini di Cinisello, Policlinico San Donato, Humanitas, Multimedica) e la Brianza (San Gerardo).

L’80% (65 persone) partiti in ambulanza in codice verde, 14 in codice giallo (dei tre arrivati al Policlinico, una s’è aggravata finendo in terapia intensiva, mentre altri due, un uomo di 95 anni e una donna di 75, sono stati portati in reparto per i controlli) e due in rosso, anche se la paziente arrivata con la priorità massima al San Raffaele insieme a un’altra donna in codice giallo a metà mattina era già fuori pericolo. Come i tre intossicati entrati in giallo (uno con una lieve sofferenza cardiaca, probabilmente legata allo choc) in quel momento in cura al Niguarda insieme ad altri ospiti dei Coniugi in codice bianco.

Al San Donato i controlli su nove intossicati, tutti già dimissibili a fine mattinata, hanno persino diagnosticato a un anziano un piccolo problema cardiaco del tutto indipendente dal trauma. Che ha comunque destabilizzato persone fragili, spesso molto anziane - le sette ricoverate all’Asst dei Santi, quattro all’ospedale San Paolo e tre al San Carlo, hanno da 89 a 99 anni –, affette da numerose patologie e disorientate dall’esperienza dell’incendio e dal trovarsi catapultate lontano dal proprio universo - i compagni di degenza, il proprio letto, effetti essenziali come gli occhiali o un apparecchio acustico.

Solo sei, inclusi l’uomo e la donna in rianimazione al Policlinico, dei 75 ex ospiti della Rsa del Covetto finiti in ospedale hanno avuto bisogno trascorrere la notte in ospedale. Così, la macchina già in mattinata s’è rimessa in moto per trovare un posto in altre Rsa ai 69 feriti dimissibili, e agli 88 ospiti che erano ricoverati in un’altra ala della Casa dei Coniugi, non interessata dall’incendio ma dichiarata inagibile dai Vigili del fuoco con l’intero edificio, ha spiegato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, che nel primo pomeriggio ha visitato alcuni dei feriti.

Un rebus affidato all’Ats Metropolitana di Milano, che ha richiesto l’identificazione dei pazienti e l’analisi delle cartelle cliniche, per sottrarli il prima possibile almeno al disagio dell’ospedale trovando, però, un posto adeguato ai loro bisogni. Nel tardo pomeriggio tutti i 69 "dimissibili" ne avevano uno, ed era iniziato il trasferimento dei primi trenta, cominciando dagli 11 diretti al Nucleo Alzheimer del Pio Albergo Trivulzio, che ha messo a disposizione altri 40 posti nelle sue Rsa milanesi e una dozzina a Merate. Altri letti sono stati forniti dalla Proges - la cooperativa che gestisce la Casa dei Coniugi - nella Rsa di via Adriano e alla Virgilio Ferrari, che si trova a pochi metri da quella dell’incendio, dalla Don Gnocchi, dalla Rsa Famagosta e dal Golgi-Redaelli tra il capoluogo e Vimodrone. Dopo i feriti, sono iniziati i trasferimenti degli 88 ospiti che erano rimasti ai Coniugi: alle 21, era stato trovato un posto anche per tutti loro.