
Via libera alla proposta di Forza Italia: ai genitori serve un aiuto costante. Il Pd: bene, ma è un invito alla Giunta, sarebbe stato meglio un impegno.
Il Consiglio regionale si è espresso. E lo ha fatto all’unanimità, inviando alla Giunta presieduta da Attilio Fontana un invito bipartisan a fare quello che è necessario fare per rispondere ad un bisogno avvertito dai genitori dei bambini nello spettro autistico e per evitare di dover continuamente istruire cause legali, rincorrere le sentenze dei tribunali e liquidare, di volta in volta, i risarcimenti del caso. Alla Giunta regionale, ora, la scelta di raccogliere o lasciar cadere l’invito dell’Aula, scelta non scontata.
Il riferimento è alla mozione presentata ieri in Consiglio regionale da Forza Italia, quella anticipata nei giorni scorsi, quella relativa alla copertura delle spese per i trattamenti utili ai minori nello spettro autistico, oggi totalmente a carico delle famiglie. Primo firmatario il capogruppo Fabrizio Figini, in aula è stata Claudia Carzeri ad illustrarla. Nel dettaglio, la mozione avanza tre richieste all’esecutivo regionale di "monitorare con attenzione le conseguenze che la sentenza della Corte d’appello di Brescia comporta, ad attivarsi per evitare che situazioni simili possano verificarsi nuovamente, anche avviando un processo di riforma ed incremento del sostegno alle persone nello spettro autistico e – infine – ad incrementare gli interventi rivolti alle famiglie con a carico minori nello spettro autistico per permettere loro di fruire pienamente e liberamente di percorsi riabilitativi intensivi appropriati al bisogno e alle fasi dello sviluppo".
Una mozione che, nel testo, fa esplicito riferimento ad un trattamento particolare e ad una sentenza particolare: i trattamenti che rientrano nel metodo Aba e la sentenza della Corte d’Appello di Brescia. I giudici hanno infatti accolto il ricorso presentato da 10 famiglie con bambini nello spettro autistico e imposto all’Ats bresciana di rimborsare le spese da loro sostenute per i trattamenti seguiti dai figli, proprio quelli del metodo Aba. Un pronunciamento tutt’altro che isolato, quello della Corte d’Appello bresciana. Il decreto del 2017 sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) include anche i trattamenti per lo spettro autistico tra quelli a carico del servizio sanitario. Ma di fatto molte Regioni, tra le quali la Lombardia, non ne coprono le spese, che restano a carico delle famiglie. E nel caso del metodo Aba arrivano a sfiorare i 900 euro al mese. Da qui la sentenza, da qui il diritto on demand (chi ha i soldi per fare causa ne beneficia, chi non ce li ha invece no) e da qui la mozione, approvata ieri con 62 voti a favore su 62 presenti sebbene tra i consiglieri non manchino diversità di vedute sulla reale portata di questo provvedimento.
"Lo spettro autistico – sottolineano Figini e Carzeri – è una condizione che interessa un numero crescente di minori, con una prevalenza stimata intorno a 1 caso ogni 36 bambini. I costi legati alle terapie, all’assistenza e ai percorsi di inclusione scolastica e sociale rappresentano un onere significativo per le famiglie, spesso costrette a ricorrere a risorse private a causa della carenza di fondi pubblici adeguati. Per questo è necessario rafforzare un approccio multidisciplinare che coinvolga i servizi sanitari, educativi e sociali e garantisca un supporto concreto e continuo alle famiglie". Davide Casati, consigliere regionale del Pd che a inizio marzo aveva presentato un’interrogazione all’assessore regionale al Welfare proprio sulla copertura delle terapie Aba, ha fatto sapere alla maggioranza che avrebbe gradito "più coraggio" perché "la mozione invita la Giunta, non la impegna".