Giorgio
Fiorentini*
Milano è la capitale della finanza italiana ed è la sede del gruppo Intesa e di Unicredit, le più grandi e importanti banche italiane e nel gotha di quelle europee. Sono anche il riferimento per la responsabilità sociale che i siti, le iniziative, la Carta Etica dichiarano e testimoniano. Oggi stiamo vivendo la fusione Unicredit e Mps, la trattativa, però, rischia di essere un “inciampo sociale” per il sistema bancario, perché ridimensiona la genesi di Mps ed il suo valore sociale sul territorio toscano. Viste le precondizioni poste da Unicredit rischia di farci pagare le coperture debitorie tramite un prelievo fiscale (come nel 2016) apre una crisi economica a Siena. Oltre agli esuberi da fusione c’è il trasloco della struttura centrale di Siena che ha 6mila dipendenti. Visione asettica e contabile, poco “massaggio all’anima“ della trattativa e poco “rito ambrosiano“. Nel logo di MPS si rileva una data di fondazione antichissima, che va addirittura al 1472 e quindi l’origine era anche sociale e fortemente collegata con il territorio e la comunità senese che traeva linee di risorse finanziarie dalla sua attività nazionale ed internazionale. Mps era un Monte di pietà o Monte Pio e nacque il 27 Settembre 1472 con lo scopo di concedere il prestito alle “povere o miserabili o bisognose persone”. Nell’ultimo statuto (2019) di Mps si sottolinea che “La Società è conferitaria dell’azienda bancaria del Monte dei Paschi di Siena, Istituto di Diritto Pubblico, creato per voto della Magistratura e del popolo senese con rescritto Granducale del 30 dicembre 1622 e legalmente costituito con istrumento di Fondazione del 2 novembre 1624, onde avessero fecondo sviluppo, ordinamento e regola, con privato e pubblico vantaggio per la città e Stato di Siena, le forme di attività creditizia svolte in aggiunta alle sovvenzioni su pegno dal secondo Monte di Pietà di Siena, istituito il 14 ottobre 1568 e poi riunito al Monte dei Paschi fondato nel 1472”. È una dichiarazione che non ha solo un valore per la storia dell’azienda, ma anche una opzione di valorialità sociale che non si dovrebbe perdere. Infatti, un versante della trattativa non approfondito è quello del “da dove nasce” Mps (che oggi ha 4 milioni di clienti), della sua missione e della filiera della responsabilità sociale della banca. Per esempio gli esuberi del personale per la fusione non potrebbero essere incanalati nella creazione di una Impresa Sociale finanziaria come spa a redditività “cappata“ in settori innovativi della finanza sociale? Una reciprocità sociale nella trattativa di business.
* Università Bocconi